Ultim’ora

Primo Piano

  • Prima Notizia 24
  • Roma - Lunedì 22 Giugno 2026

Ucraina: Kiev punta alla Crimea, il Cremlino ricorre al razionamento energetico

Gli attacchi sistematici condotti dalle forze di Kiev contro i nodi energetici e stradali spingono le autorità filorusse a decretare lo stato di massima emergenza.

Condividi questo articolo

L'offensiva strategica ucraina si concentra con rinnovata intensità sul fronte meridionale, con l'obiettivo dichiarato di scardinare la continuità territoriale e logistica tra la Federazione Russa e i territori annessi nel 2014.

Kiev sta stringendo il cerchio attorno alle principali vie di comunicazione e di approvvigionamento della penisola, colpendo in modo sistematico le reti di distribuzione elettrica e i depositi di idrocarburi.

Di fronte alla crescente vulnerabilità dell'area, la risposta della dirigenza russa non si è fatta attendere: il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato oggi che le autorità russe stanno adottando provvedimenti per contenere l’impatto degli attacchi condotti da Kiev. La situazione sul campo ha subito una brusca accelerazione a seguito dell'ultimo raid compiuto tramite velivoli senza pilota contro la penisola di Kerch, un'operazione che ha lasciato sul terreno un bilancio ufficiale di quattro vittime e ventotto feriti.

Per evitare il collasso delle scorte, gli amministratori locali hanno varato un pacchetto di riforme draconiane. Oltre al razionamento del carburante, le autorità hanno disposto il blocco totale delle transazioni commerciali per l'acquisto di benzina e gasolio da parte di civili e imprese private, invalidando pagamenti in contanti, carte e sistemi di buoni. L'erogazione rimarrà una prerogativa esclusiva dei veicoli governativi, dei mezzi di soccorso e degli apparati di sicurezza pubblica.

Il piano di emergenza ha investito in modo radicale anche la città fortezza di Sebastopoli. Il governatore Mikhail Razvozhaev ha formalizzato lo stop alla distribuzione di carburante alla popolazione per oggi e domani, ordinando contestualmente lo spegnimento programmato dei lampioni stradali per limitare il consumo di energia e la cancellazione a tempo indeterminato di qualunque manifestazione o assembramento pubblico.

Lo stato di eccezionalità delle misure è confermato dal congelamento di tutte le attività turistiche e dalla chiusura fino al primo settembre dei campi scuola per minori, incluso il rinomato centro "Artek".

Sul versante opposto, la leadership militare ucraina rivendica l'efficacia dei propri sistemi d'arma a lungo raggio. In una recente apparizione mediatica, il ministro della Difesa di Kiev, Mykhailo Fedorov, ha tracciato uno scenario cupo per le forze di occupazione, evidenziando il legame strategico tra il sabotaggio delle retrovie e l'andamento dei combattimenti al fronte: “La Crimea viene isolata dai droni. E in un futuro prossimo, sembra che la Crimea si trasformerà in un’isola. E questo potrebbe portare a conseguenze del tutto inaspettate per i russi. Non posso dire altro”.

Nelle valutazioni del capo del dicastero, la paralisi dei trasporti nel Mar Nero è destinata a indebolire la capacità di pressione russa nel Donbass: “In altre parole, per i russi inizia l’inferno, con cui è molto difficile far fronte. E noi abbiamo questa finestra di opportunità. La logistica viene tagliata, la Crimea viene isolata. E questo si riflette nell’est. Esiste una correlazione diretta tra quanto colpiamo la logistica e quante azioni d’assalto avvengono sulla prima linea”.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

iscriviti alla newsletter PN24

Ricevi aggiornamenti, notizie, direttamente sulla tua casella email iscrivendoti alla newsletter settimanale Prima Notizia 24.

Iscriviti