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- Roma - Lunedì 22 Giugno 2026
PNRR, 18 milioni di euro per la messa in sicurezza della Rupe del Santuario della Santissima Trinità di Vallepietra: come saranno utilizzati i fondi
Il progetto prevede l'installazione di barriere paramassi, sistemi di drenaggio e sensori millimetrici avanzati per proteggere l'incolumità dei pellegrini e salvaguardare lo storico luogo di culto sui Monti Simbruini.
di Lorenzo Pisoni
Un investimento da 18 milioni di euro destinato a garantire la sicurezza della Rupe che sovrasta il Santuario della Santissima Trinità, uno dei luoghi di culto più importanti del Lazio e meta ogni anno di migliaia di pellegrini.
Le risorse, finanziate nell'ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), puntano a risolvere in modo strutturale le criticità geologiche e idrogeologiche che interessano l'area, salvaguardando sia il patrimonio religioso sia la pubblica incolumità.
La Rupe sulla quale sorge il Santuario presenta da anni fenomeni di instabilità dovuti alla conformazione geologica del versante, all'azione degli agenti atmosferici e ai processi di erosione naturale. La presenza di fratture nella massa rocciosa e il rischio di distacchi hanno reso necessario un piano di intervento organico e di lungo periodo.
L'obiettivo principale del finanziamento è quello di ridurre il rischio di crolli e cadute di materiale lapideo, garantendo condizioni di sicurezza per pellegrini, visitatori, operatori e residenti. Secondo le linee progettuali previste, i fondi saranno destinati a una serie di opere specialistiche: Una quota rilevante delle risorse sarà impiegata per il consolidamento della Rupe mediante: installazione di ancoraggi profondi e tiranti in acciaio; posa di reti paramassi ad alta resistenza; realizzazione di barriere protettive contro eventuali distacchi di roccia; interventi di chiodatura e rafforzamento dei settori più instabili.
Parte del finanziamento sarà utilizzata per: realizzare sistemi di drenaggio superficiale e profondo; convogliare correttamente le acque meteoriche; ridurre le infiltrazioni che contribuiscono all'alterazione della roccia e all'instabilità del versante. Il progetto prevede inoltre l'installazione di sistemi avanzati di monitoraggio geotecnico: sensori per rilevare movimenti millimetrici della parete; strumenti di controllo delle deformazioni; sistemi di allerta per individuare tempestivamente eventuali situazioni di rischio. Una parte delle risorse sarà destinata all'adeguamento delle aree frequentate dai visitatori: protezione dei camminamenti; miglioramento delle vie di accesso; rafforzamento delle opere di contenimento lungo i percorsi pedonali.
L'intervento non rappresenta soltanto un'opera di protezione civile, ma anche un investimento per la valorizzazione del territorio. Il Santuario della Santissima Trinità costituisce infatti uno dei principali poli religiosi e turistici dell'Appennino laziale. La messa in sicurezza della Rupe consentirà di preservare un luogo di straordinario valore storico, spirituale e culturale, garantendo una maggiore fruibilità del complesso e favorendo il turismo religioso nell'area dei Monti Simbruini. Una volta completati gli interventi, il Santuario potrà contare su un sistema di protezione moderno e costantemente monitorato.
L'investimento del PNRR rappresenta quindi un passaggio decisivo per assicurare la conservazione del sito nel lungo periodo, riducendo i rischi legati al dissesto idrogeologico e garantendo condizioni di sicurezza adeguate alle migliaia di persone che ogni anno raggiungono Vallepietra per motivi religiosi e turistici.
L'opera si inserisce nel più ampio programma nazionale di prevenzione del rischio idrogeologico e di tutela dei beni culturali e paesaggistici, con l'obiettivo di coniugare sicurezza, conservazione e sviluppo sostenibile del territorio. Al momento non risulta ancora pubblicata una data ufficiale di avvio dei lavori definitivi finanziati con i 18 milioni di euro.
I lavori urgenti e temporanei di consolidamento erano invece partiti già nel luglio 2024, con interventi di chiodatura della parete rocciosa, posa di reti e funi metalliche e installazione di barriere paramassi per consentire la riapertura in sicurezza del santuario. Secondo quanto riportato da fonti locali e tecniche, il progetto da 18 milioni richiede una fase progettuale molto complessa, basata anche sugli studi geologici e geotecnici condotti da ISPRA sulla falesia di circa 300 metri che sovrasta il santuario.
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