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  • Roma - Martedì 16 Giugno 2026

Ucraina, Trump al G7: "La Russia deve fare un accordo con Kiev, farò tutto quello che è in mio potere"

Pronta la replica del Cremlino, che invita Zelensky nella capitale russa per colloqui.

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La seconda giornata dei lavori del G7 a Evian-les-Bains accelera sensibilmente sui principali nodi della diplomazia bellica globale, focalizzando l'attenzione sull'attesissimo faccia a faccia tra i vertici di Washington e Kiev.

Al termine di un incontro ufficiale con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, giunto nella località transalpina in veste di ospite speciale del vertice, l'inquilino della Casa Bianca Donald Trump ha espresso la necessità di giungere a un compromesso definitivo con la sponda russa per porre fine alle ostilità nell'est europeo, assicurando il massimo coinvolgimento personale: "La Russia deve fare un accordo. Farò tutto ciò che è in mio potere", ha detto Trump.

L'arrivo di Zelensky sul suolo francese è stato scandito dall'accoglienza formale del presidente Emmanuel Macron, con il quale il leader ucraino ha intrattenuto un primo colloquio riservato. Questo passaggio preliminare ha causato uno slittamento di circa quarantacinque minuti sulla tabella di marcia della sessione plenaria incentrata su “come costruire la pace e la sicurezza per l’Ucraina e per l’Europa”.

Poco prima dell'avvio dei tavoli, l'atmosfera in sala è apparsa distesa: le telecamere del circuito interno hanno ripreso cordiali scambi di battute tra i leader, inclusa una calorosa stretta di mano tra Trump — assistito dal suo segretario di Stato Marco Rubio — e la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni.

Un momento di allegria ha visto protagonista il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il quale ha omaggiato il tycoon per il suo ottantesimo compleanno regalandogli una divisa della nazionale teutonica personalizzata con il numero 47, chiaro riferimento al suo mandato presidenziale.

A margine delle sessioni ufficiali, le tre diplomazie hanno poi dato vita a un vertice strategico più ristretto. A renderlo noto è stato il Kiev Independent sui social e sul sito online, citando due persone a conoscenza dell'incontro. I tre leader sono stati visti entrare insieme nella sala della riunione dedicata all'Ucraina; questo appuntamento ha segnato il primo confronto faccia a faccia tra Zelensky e Trump in quasi quattro mesi, proprio mentre Kiev cerca di rilanciare i colloqui di pace in stallo con Mosca.

La reazione dei vertici russi alle aperture diplomatiche non si è fatta attendere. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, in risposta alla nuova proposta del leader ucraino di un vertice con quello russo, ha posto condizioni precise riferite dall'agenzia Ria Novosti: "Se il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è pronto a parlare in modo responsabile e serio allora può venire ad incontrare Vladimir Putin a Mosca".

Oltre alla gestione del conflitto ucraino, le dichiarazioni pubbliche del presidente statunitense hanno toccato l'evoluzione della crisi in Medio Oriente. Il tycoon ha annunciato una rimodulazione delle strategie nei confronti delle autorità di Teheran, escludendo tuttavia interventi drastici o cambi al vertice istituzionale: "Ora sull'Iran si passa alla seconda fase. Non credo che ci sarà un cambiamento di regime".

In conclusione, Trump ha espresso chiaramente la sua frustrazione nei confronti del premier israeliano Benjamin Netanyahu, dichiarando ai giornalisti che quest'ultimo deve muoversi con maggiore prudenza lungo il confine settentrionale. Rispondendo a una domanda su questo tema, il presidente Usa ha rivendicato il valore storico del proprio operato passato, sollecitando al contempo una condotta più oculata: "Senza di me non esisterebbe Israele, perché nessun altro presidente era disposto a fare quello che ho fatto io. Ho avuto un ottimo rapporto con Bibi, ma ora Bibi deve essere più responsabile nei confronti del Libano".

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