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  • Roma - Giovedì 22 Ottobre 2026, 20:50

Università, Savino (Mef): "Borse di studio, nel 2026 fondo incrementato di 538 mln, premialità per le Regioni che investono"

"Garantire l'accesso all'università indipendentemente dalle condizioni economiche è una priorità, le risorse devono arrivare subito ai giovani".

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"Garantire ai giovani la possibilità di frequentare l’università, indipendentemente dalle condizioni economiche della famiglia, è una priorità che richiede risorse adeguate e un impegno condiviso tra Stato e Regioni. Il talento e il merito devono poter trovare le condizioni per esprimersi, senza essere penalizzati dalle difficoltà economiche".

Lo dichiara il Sottosegretario di Stato all’Economia e alle Finanze, Sandra Savino, commentando l’intesa raggiunta oggi in Conferenza Stato-Regioni sullo schema di decreto del Ministro dell’Università e della Ricerca, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, che definisce i fabbisogni finanziari regionali e i criteri di riparto per il 2026 del Fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio (FIS), destinato a concorrere al finanziamento delle borse universitarie per gli studenti capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi.

"Il Governo ha rafforzato in maniera significativa questo strumento, con ulteriori 288 milioni di euro per il 2026, che si aggiungono all’incremento strutturale di 250 milioni annui già previsto dalla legge di bilancio. Un impegno finanziario importante, finalizzato a garantire la copertura delle borse per tutti gli studenti che ne hanno i requisiti. Il riparto tiene conto delle esigenze dei territori, ma anche dell’impegno delle singole Regioni. Chi investe risorse proprie oltre il minimo previsto dalla legge è giusto che venga premiato.

Il decreto prevede per questo una quota premiale ordinariamente pari al 15% e aggiorna anche il parametro di riferimento per gli alloggi degli studenti fuori sede, tenendo conto dell’aumento dei costi.

C’è poi un altro aspetto importante: le risorse stanziate devono essere effettivamente utilizzate. Se una Regione non impiega interamente i fondi ricevuti mentre ci sono ancora studenti idonei rimasti senza borsa, le somme potranno essere recuperate e redistribuite alle Regioni che hanno garantito la copertura a tutti gli aventi diritto. È un principio di responsabilità e di buon uso del denaro pubblico. Le risorse destinate agli studenti devono arrivare agli studenti, senza sprechi e senza disparità tra i territori", conclude Savino.

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