
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 30 Giugno 2026
Usa, doppio verdetto della Corte Suprema: salvo lo Ius Soli, confermato il blocco per gli atleti trans nelle squadre femminili
Trump incassa la vittoria sullo sport scolastico e universitario.
I bilanciamenti costituzionali interni alla democrazia statunitense tornano a segnare la linea di confine tra le prerogative dell'esecutivo e la tenuta dei diritti civili. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha emesso una coppia di storici pronunciamenti che colpiscono e, al contempo, assecondano l'agenda politica e legislativa promossa dall'amministrazione di Donald Trump.
Nel primo e più rilevante dossier di natura costituzionale, i giudici di Washington hanno confermato la piena legittimità dello "ius soli", respingendo il tentativo di cancellazione avanzato dal presidente. L'abolizione del diritto di cittadinanza per nascita ha rappresentato uno dei pilastri ideologici e programmatici storici delle campagne elettorali del tycoon, concretizzatosi in uno dei primi decreti esecutivi siglati all'interno dello Studio Ovale all'atto del suo insediamento, provvedimento che oggi viene formalmente neutralizzato dal massimo organo di garanzia giuridica.
Di segno diametralmente opposto è invece il secondo verdetto emesso dal collegio giudicante, che ha avallato la linea restrittiva della Casa Bianca e dei governatori conservatori in materia di transizione e competizioni sportive giovanili. La Corte Suprema ha infatti confermato la piena legittimità delle leggi statali che vietano agli atleti transgender di gareggiare all'interno delle selezioni e delle squadre femminili delle scuole e delle università pubbliche del Paese.
Il via libera dei giudici costituzionali permette all'Idaho, alla West Virginia e a oltre venti altri Stati a guida repubblicana di applicare immediatamente le rispettive riforme normative locali. I regolamenti convalidati impongono a tutti gli studenti atleti l'obbligo tassativo di gareggiare all'interno dei team sportivi scolastici in base al proprio sesso biologico accertato alla nascita, escludendo la possibilità di far valere la propria identità di genere modificata nel tempo.
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