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  • Roma - Martedì 30 Giugno 2026

Made in Italy, Giansanti (Confagricoltura): "Costi insostenibili e prezzi all'origine in calo, serve piano d'urgenza"

Il Presidente di Confagricoltura invoca strumenti straordinari e intese di filiera contro la crisi commerciale e le tensioni geopolitiche.

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I fattori di rischio geopolitico e le asimmetrie commerciali lungo le catene di distribuzione globali continuano a esercitare una forte pressione finanziaria sulla tenuta strutturale delle aziende agricole italiane.

All'interno del nuovo editoriale pubblicato sulla rivista di settore "Mondo Agricolo", il presidente nazionale di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, ha tracciato una disamina dettagliata dello stato di sofferenza in cui versano i comparti d'eccellenza del sistema agroalimentare nazionale.

La parziale ripresa dei transiti commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz, seguita alle forti tensioni registrate nelle ultime settimane, non è coincisa con un ritorno alla normalità per i flussi di approvvigionamento, mantenendo elevati i prezzi di input produttivi essenziali come l'energia e i concimi chimici.

Allo shock sul versante dei costi vivi di gestione delle aziende si somma una parallela flessione dei listini di vendita dei prodotti alla produzione. Comparti strategici come la cerealicoltura, la risicoltura, l'olivicoltura e la filiera suinicola stanno registrando un marcato calo delle quotazioni all’origine, determinando una compressione dei margini di profitto che minaccia la stessa sopravvivenza economica delle imprese sul territorio.

Di fronte a questo scenario congiunturale, l'intervento ufficiale di Massimiliano Giansanti ha sollecitato una netta inversione di rotta sul piano degli ammortizzatori economici: "Le imprese agricole stanno affrontando una fase non più sostenibile. Occorrono misure urgenti e concrete per ristabilire condizioni di equilibrio lungo le filiere e tutelare la competitività del made in Italy agroalimentare".

Per contrastare la crisi di redditività, la confederazione agricola ha strutturato un organico pacchetto di proposte operative da sottoporre ai ministeri competenti. Il piano di interventi si articola su direttrici precise: l'attivazione di strumenti straordinari di sostegno finanziario diretto per le aziende più colpite, l'introduzione di clausole di rigida reciprocità commerciale negli scambi con i paesi extra-comunitari, il potenziamento dei sistemi di monitoraggio telematico dei prezzi per contrastare le speculazioni e l'avvio di grandi accordi quadro tra la parte agricola, l'industria di trasformazione e la grande distribuzione organizzata.

Secondo l'analisi sindacale, la stabilità a lungo termine del settore potrà essere garantita solo da un nuovo modello di relazioni industriali all'interno delle filiere, in grado di redistribuire il valore aggiunto in modo equo lungo tutta la catena, restituendo certezze e capacità d'investimento ai produttori di base.

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