
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 30 Giugno 2026
L'Esercito si prepara alla guerra cognitiva: a Montelibretti il seminario sulla resilienza informativa contro la disinformazione
Al Cepolispe una giornata di alta formazione promossa dal Comando Logistico dell'Esercito. Esperti, accademici, giornalisti e ufficiali a confronto sulle nuove minacce ibride, dove il bersaglio non è più soltanto il territorio ma anche la mente delle persone.
La prossima frontiera dei conflitti non si combatte esclusivamente con mezzi convenzionali, ma attraversa il dominio dell'informazione, delle percezioni e della capacità di influenzare le decisioni. È attorno a questa consapevolezza che si è sviluppato il seminario "Logistica, guerra ibrida e resilienza informativa", ospitato presso il Centro Polifunzionale di Sperimentazione dell'Esercito (Cepolispe) di Montelibretti e promosso dal Comando Logistico dell'Esercito.
L'iniziativa ha coinvolto comandanti, specialisti della logistica militare e personale proveniente da numerosi reparti della Forza Armata, con l'obiettivo di rafforzare la preparazione contro le cosiddette minacce cognitive, sempre più centrali negli scenari geopolitici contemporanei.
Ad aprire i lavori è stato il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Carmine Masiello, che ha richiamato il valore del personale militare quale patrimonio fondamentale dell'Istituzione. "Il soldato è il patrimonio più prezioso dell'Istituzione militare. In un tempo in cui la mente umana è diventata una vera e propria porzione del campo di battaglia, investire nella protezione e nella capacità operativa del personale significa anche dotarlo di strumenti concreti per affrontare questa minaccia sempre più pervasiva", ha affermato il Generale.
Nel videomessaggio inviato ai partecipanti, il Comandante Logistico dell'Esercito, Angelo Michele Ristuccia, ha invece posto l'accento sulla vulnerabilità della logistica rispetto alle campagne di guerra ibrida, sottolineando come la tutela della capacità decisionale rappresenti oggi uno degli elementi strategici della sicurezza nazionale.
Nel corso della giornata si sono alternati studiosi, analisti e professionisti della comunicazione che hanno approfondito i meccanismi attraverso cui la disinformazione riesce a incidere sull'opinione pubblica e persino sulle strutture istituzionali.
Tra gli interventi più attesi quello del giornalista e docente universitario Francesco Giorgino, che ha evidenziato come la disinformazione non persegua soltanto l'obiettivo di diffondere notizie false, ma soprattutto quello di creare disorientamento, frammentazione sociale e perdita di fiducia.
Il politologo Luigi Di Gregorio ha invece richiamato l'attenzione sul peso crescente delle emozioni e dei bias cognitivi nella costruzione del consenso, evidenziando come la polarizzazione alimentata dai social network possa mettere in discussione la qualità del dibattito democratico.
Di particolare interesse anche il contributo del ricercatore francese Paul Charon, che ha illustrato le strategie di influenza adottate dalla Cina, definendo la guerra cognitiva come un investimento strategico destinato a produrre effetti nel lungo periodo.
Sul piano operativo, il Tenente Colonnello Saverio Rametta ha illustrato le modalità con cui vengono pianificate e condotte le moderne operazioni psicologiche nel cyberspazio, mostrando casi concreti di campagne ibride caratterizzate da elevata viralità, difficile attribuzione e crescente utilizzo dell'intelligenza artificiale.
Il Colonnello Fabio Cippitelli, responsabile dell'Ufficio Psicologia e Psichiatria Militare dello Stato Maggiore dell'Esercito, ha quindi evidenziato come il vero terreno di scontro non sia più esclusivamente quello fisico, ma quello cognitivo, dove la manipolazione delle informazioni può incidere direttamente sulla resilienza delle popolazioni.
A completare il quadro è stato il contributo del professore Walter Quattrociocchi, che ha affrontato il tema dell'"epistemia", spiegando come l'intelligenza artificiale sia oggi in grado di produrre contenuti estremamente plausibili, aumentando il rischio che informazioni prive di fondamento vengano percepite come autentiche.
L'ultima parte del seminario è stata dedicata alle possibili contromisure. Tra queste è emerso il concetto di prebunking, ovvero l'addestramento preventivo alla disinformazione attraverso tecniche di "inoculazione cognitiva", finalizzate a sviluppare un approccio più critico verso i contenuti emotivamente coinvolgenti e maggiormente virali.
A moderare i lavori è stata la giornalista Maria Antonietta Spadorcia, vicedirettrice del TG2. La giornata si è conclusa con la consegna ai partecipanti di un vademecum operativo per il contrasto alla disinformazione, uno strumento destinato a rafforzare la cultura della sicurezza informativa all'interno dell'Esercito e ad affrontare con maggiore consapevolezza una delle sfide più complesse della sicurezza contemporanea.
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