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  • Roma - Martedì 30 Giugno 2026

Clima, Parisi: "Il negazionismo di una certa politica produce danni sulla pelle dei cittadini"

Il Premio Nobel per la Fisica evidenzia l'urgenza di trasformare modelli di consumo e infrastrutture.

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La comunità scientifica internazionale innalza il livello del monito rivolto ai decisori politici, sottolineando come i ritardi nell'adozione delle strategie di mitigazione ambientale si traducano in un costo sociale ed economico non più sostenibile.

A margine del forum "Energia, democrazia e pace", promosso da Alleanza Verdi e Sinistra, il premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi ha tracciato un quadro rigoroso delle anomalie termiche che colpiscono con particolare severità l'area mediterranea. Lo scienziato ha censurato l'atteggiamento di alcune forze politiche, accusate di sottovalutare i riscontri empirici offerti dai modelli climatologici.

L'analisi di Parisi si poggia su un dato statistico che vede l'Italia in prima linea sul fronte del rischio climatico: a fronte di un incremento medio della temperatura globale pari a un grado, sul territorio italiano l'aumento registrato raddoppia, attestandosi sui due gradi complessivi.

Questa asimmetria climatica accelera la frequenza e l'intensità delle manifestazioni meteorologiche medio-estreme: "Il problema - ha evidenziato Parisi - è che più si va avanti, più le temperature peggiorano. Teniamo conto che se in media nel mondo la temperatura sale di 1°, in... Italia sale di 2°, per cui gli eventi medio-estremi diventano sempre più frequenti. Certo uno può abituarsi, ma può anche finire al camposanto prima di riuscirci.

Il negazionismo da parte delle politica produce dei danni perché non ci si rende conto che ci troviamo davanti ad un problema serissimo. Inoltre, così non ci si rende conto che passare all'energie rinnovabili è qualcosa che poi ci migliora la vita. Ad esempio, se noi riuscissimo a sostituire il trasporto privato con un trasporto pubblico efficiente consumeremo estremamente meno petrolio e benzina".

La via d'uscita delineata dal Nobel non si limita alla riduzione delle emissioni, ma richiede una trasformazione strutturale dei modelli di consumo e di organizzazione urbana. La transizione verso i sistemi di generazione da fonti rinnovabili e lo sviluppo delle infrastrutture di collegamento urbano vengono indicati dall'accademico come i settori chiave per abbattere in tempi rapidi l'uso dei derivati del petrolio e garantire la sicurezza del territorio nei prossimi decenni.

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