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  • Roma - Lunedì 26 Ottobre 2026, 18:55

Usa, nuova bomba su Trump: spunta accusa di stupro legata a Epstein

I dem della Camera pubblicano la testimonianza shock di una donna e chiedono un procuratore speciale: "Violentata nel 1993 in un hotel di Atlantic City".

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I deputati democratici della Commissione Giustizia della Camera degli Stati Uniti hanno diffuso la testimonianza di Beatrice Keul, che accusa Donald Trump di averla violentata "in modo brutale" nel 1993 all'interno di una stanza del Plaza Hotel di Atlantic City, struttura all'epoca di proprietà del magnate.

Secondo quanto riportato dall' Huffington Post, la donna ha riferito ai membri della commissione che la presunta aggressione sarebbe avvenuta dopo aver trascorso del tempo in compagnia di Trump e del finanziere Jeffrey Epstein. La deposizione è stata inserita in un dossier formulato dagli esponenti dem, con il quale si sollecita l'istituzione di un procuratore speciale.

L'iniziativa si colloca nella strategia intrapresa dal Partito Democratico in vista delle prossime elezioni di metà mandato. In caso di riconquista della maggioranza alla Camera, l'intenzione dichiarata è quella di proseguire gli accertamenti sull'eventuale coinvolgimento di Donald Trump nella rete di traffico sessuale legata a Epstein.

Nel documento pubblicato oggi, i democratici sostengono che il presidente sia stato "un partecipante attivo agli abusi sessuali perpetrati da Epstein ai danni di giovani donne tra la metà e la fine degli anni Novanta".

Pur non disponendo il Congresso del potere diretto di nominare un procuratore speciale, la relazione richiede un incremento dell'assistenza federale a supporto delle inchieste statali e internazionali.

"Le donne sopravvissute agli abusi di Epstein meritano di essere ascoltate, il Congresso deve poter accedere ai fascicoli completi, come previsto dalla legge, un procuratore speciale indipendente deve indagare sui complici e sull'insabbiamento operato dal dipartimento di Giustizia, garantendo al contempo che i magistrati, sia negli Stati Uniti che all'estero, dispongano delle prove necessarie per perseguire la giustizia", ha affermato in una nota Jamie Raskin, esponente dem nella Commissione Giustizia.

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