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Il leader ucraino: "Crimea? Serviranno soluzioni diplomatiche. Con Trump c'è sintonia, vogliamo entrambi la fine rapida della guerra".
Il leader ucraino: "Crimea? Serviranno soluzioni diplomatiche. Con Trump c'è sintonia, vogliamo entrambi la fine rapida della guerra".
In una lunga e dettagliata intervista rilasciata all’agenzia giapponese Kyodo, il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha fatto il punto sulla drammatica situazione al fronte e sulle prospettive di pace, blindando le posizioni nel Donbass.
"La Russia vuole il pieno controllo del Donbass e chiede che le nostre forze si ritirino, questo non accadrà", ha scandito il leader di Kiev, respingendo le precondizioni di Mosca mentre i colloqui restano in una fase di stallo. Zelensky ha ammesso apertamente le difficoltà operative:
“Siamo in un periodo complicato di questa guerra. Stiamo combattendo per il fianco est del nostro paese. Lì il nemico sta avanzando, perché siamo carenti di brigate ben addestrate”.
Il Presidente ha poi puntato il dito sui ritardi dei partner occidentali: “Di 14 brigate di cui abbiamo parlato con i nostri partner, due sono ben addestrate e armate. Ne abbiamo chieste 10, ne avremmo volute 14. Le nostre riserve non sono sufficienti, ecco perché la Russia ha potuto avanzare nell’Est”.
Sul fronte delle perdite, il leader ucraino ha contestato le stime di 80mila soldati uccisi, definendo il numero reale “molto inferiore” (precedentemente indicato in circa 43mila). Ha accusato il Cremlino di usare tattiche da “tritacarne” con scarso riguardo per le vite umane, sostenendo che da settembre il rapporto tra caduti ucraini e russi è di “uno a otto”.
Un capitolo cruciale ha riguardato l'asse Mosca-Pyongyang. Zelensky ha avvertito che i soldati nordcoreani vengono inviati al fronte come “carne da cannone” e che l'esperienza acquisita su droni e missili “tornerà in Corea del Nord e costituirà quasi certamente una minaccia per la sicurezza dell’Asia orientale”. Ha inoltre rivelato che nei missili nordcoreani usati dalla Russia ci sono componenti di “Cina, Germania, Giappone e Stati Uniti”. Rivolgendosi a Tokyo, ha chiesto cooperazione per il “trasferimento di tecnologie per veicoli navali senza equipaggio”.
Pur ribadendo che la NATO è “l’unico modo” per impedire future aggressioni, Zelensky ha mostrato un'apertura pragmatica: Kiev “dovrà trovare soluzioni diplomatiche” per alcune aree occupate, come la Crimea.
Infine, ha teso la mano alla nuova amministrazione USA: “Tutti in Ucraina vogliono che questa guerra finisca il più rapidamente possibile”, ha spiegato, aggiungendo che la sua posizione di fondo "coincide con quella del presidente statunitense Donald Trump" e che intende mantenere stretti contatti con il suo team.
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