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Dalla scoperta dell’antimateria alla fondazione del polo di Erice: muore a 96 anni l'uomo che sfidò i dogmi e le mode culturali.
Dalla scoperta dell’antimateria alla fondazione del polo di Erice: muore a 96 anni l'uomo che sfidò i dogmi e le mode culturali.
Il mondo della scienza piange Antonino Zichichi, il fisico che trasformò la ricerca sulle particelle in un’epopea civile e culturale. Lo scienziato siciliano si è spento a 96 anni, lasciando in eredità la scoperta dell’antideutone, la creazione dei Laboratori del Gran Sasso e il polo d'eccellenza di Erice.
Divulgatore instancabile e combattente contro le superstizioni – da lui definite una "Hiroshima culturale" – Zichichi ha rappresentato per decenni l'anima più orgogliosamente inquieta dell'accademia italiana. Protagonista al CERN di Ginevra e al Fermilab di Chicago, Zichichi legò il suo nome a esperimenti d’avanguardia sulla materia e l’antimateria. Sotto la sua presidenza all’INFN (1977-1982) nacquero i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, mentre con il World Lab promosse la scienza come strumento di riscatto per il terzo mondo.
A Erice, il suo Centro "Ettore Majorana" divenne crocevia mondiale per generazioni di ricercatori.
Figura di rara complessità, Zichichi non ha mai temuto l’isolamento intellettuale. Fervente cattolico, si scagliò contro l’evoluzionismo darwiniano, giudicandolo privo di basi matematiche, e mantenne posizioni apertamente critiche sul cambiamento climatico di origine antropica, contestando l’affidabilità dei modelli matematici "catastrofisti". Posizioni che lo resero iconico per il grande pubblico ma spesso isolato in una comunità scientifica che, nel 1979, ne respinse la candidatura alla direzione del CERN dopo una dura spaccatura diplomatica.
Le reazioni alla sua scomparsa riflettono la grandezza della sua figura. Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ne ha lodato il carattere indomito: "Un faro di conoscenza spiegata con semplicità. Abbiamo amato quel suo essere non conformista, non incline alle mode ma ancorato alla realtà effettuale, anche quando è stato ostracizzato per le sue convinzioni. L’Italia perde uno dei suoi figli migliori".
Il Presidente dell'INGV, Fabio Florindo, ha sottolineato il valore formativo del suo operato: "Zichichi ha favorito per decenni il dialogo internazionale e la formazione di giovani ricercatori. Lascia un'eredità scientifica e civile straordinaria, destinata a ispirare le future generazioni. I ricercatori dell’INGV si stringono alla sua famiglia nel ricordo riconoscente".
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