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  • Pavia - Lunedì 15 Giugno 2026

Alberto Stasi torna libero, la madre: "Ho vissuto ogni giorno con il fiato sospeso, spero inizi un percorso più umano"

Elisabetta Ligabò rompe il silenzio dopo la scarcerazione del figlio, ammesso all'affidamento in prova ai servizi sociali dopo la condanna a 16 anni per l'omicidio di Chiara Poggi.

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La nuova fase del percorso detentivo di Alberto Stasi, che ha lasciato la cella sabato scorso per essere ammesso alla misura alternativa dell'affidamento in prova, porta con sé le prime profonde riflessioni del suo nucleo familiare più ristretto.

A rompere il riserbo tenuto in tutti questi anni è la madre del quarantunenne, condannato in via definitiva alla pena di sedici anni di reclusione per il delitto di Garlasco in cui perse la vita la fidanzata Chiara Poggi.

Intervistata dal Corriere della Sera, Elisabetta Ligabò ha ripercorso il peso emotivo accumulato durante l'intero iter processuale e carcerario, descrivendo la propria sofferenza interiore: "Ho vissuto ogni giorno con il fiato sospeso, cercando di restare forte anche quando la forza sembrava non esserci più. Questi mesi sono stati una prova durissima, qualcosa che segna profondamente una madre".

Il superamento delle barriere del penitenziario e la possibilità di ristabilire un contatto fisico immediato con il proprio congiunto hanno rappresentato un momento di svolta radicale dal punto di vista emotivo per la donna, da sempre vicina alle sorti del figlio: "Vedere mio figlio uscire e poterlo finalmente riabbracciare è un sollievo che non riesco a descrivere a parole. È un momento che aspettavo con tutto il cuore. Spero che da qui possa iniziare per lui un percorso nuovo, più sereno, più giusto, più umano. Ringrazio sinceramente tutte le persone che ci hanno sostenuto in silenzio, con rispetto e affetto".

Il passaggio al regime dei servizi sociali rappresenta un momento di forte transizione strutturale che richiede una cautela estrema e il progressivo riadattamento ai ritmi della quotidianità esterna. Proprio per questa ragione, e in attesa che vengano definiti i successivi passaggi previsti dall'ordinamento della magistratura di sorveglianza, la signora Ligabò ha voluto lanciare un appello pubblico agli organi di informazione e all'opinione pubblica, chiedendo soltanto di poter proteggere questo momento fragile per la nostra famiglia e di permetterci di ritrovare un po' di pace.

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