
- Prima Notizia 24
- Roma - Venerdì 16 Ottobre 2026, 15:50
Alla Festa di Roma il documentario su Jovanotti, l'artista: "Sento incombere la fine di un'era, ma questo mi costringe ad andare oltre"
Debutta alla kermesse capitolina l'opera diretta da Dario Zonta e Carlo Zoratti. Dal 26 novembre al 2 dicembre nelle sale italiane il racconto di un percorso artistico ed umano.
Energia, cinema e una sincera introspezione sul tempo che passa. Jovanotti è sbarcato alla Festa del Cinema di Roma per presentare in anteprima "Lorenzo - L'incredibile avventura di Jovanotti", l'opera documentaristica diretta da Dario Zonta e Carlo Zoratti che arriverà nei cinema italiani dal 26 novembre al 2 dicembre con un'uscita evento firmata Plaion Pictures.
L'artista ha raccontato fin dai primi passi lo spirito di totale libertà espressiva che ha guidato la lavorazione, iniziata ben sette anni fa: "Quando è iniziato questo progetto, sette anni fa, ho detto a Dario Zonta e Carlo Zoratti, i registi che mi hanno seguito: 'voi siete David Attenborough e io la giraffa della savana che non sa di essere ripresa. Non voglio il controllo, altrimenti diventa la solita cosa mia in cui ho il controllo totale. Non mi sento padre, ma figlio di questo film'".
La visione del montaggio definitivo ha tuttavia suscitato nel cantautore riflessioni profonde sul proprio cammino, complice anche il recente traguardo anagrafico: "Quando siamo arrivati alla fine, mi sono sorpreso e mi sono sentito anche disturbato, come riescono a fare le opere belle. Ho capito che questo lavoro metteva un punto e a me i punti non piacciono. Ha conciso anche con i miei 60 anni e con il sentire incombere la fine. Nel senso della fine di un mondo, di quel Jovanotti lì. Ma è un buon segno, mi costringe a chiedermi cosa inventarmi ora. In realtà il film racconta un bambino, che continua a essere molto vivo dentro me".
L'obiettivo dell'opera, lontana dagli stilemi classici delle produzioni celebrative musicali, guarda direttamente all'essenza del linguaggio cinematografico, come rimarcato dallo stesso Cherubini in chiusura: "Non è come tutti i documentari sui cantanti, non volevo una celebrazione o uno spot, ma che ci fosse un po' di cinema dentro".
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