
- Prima Notizia 24
- Roma - Venerdì 16 Ottobre 2026, 20:10
In arrivo fino a 100mila euro per i magistrati nella prossima manovra: previsti 970 milioni per 11mila toghe
I fondi stanziati nel Documento programmatico di bilancio daranno esecuzione alle sentenze del Consiglio di Stato sugli adeguamenti retributivi dal 2018. Tra arretrati e aumenti strutturali le cifre più elevate andranno a chi ha maggiore anzianità.
La prossima legge di bilancio destinerà risorse consistenti all'adeguamento economico delle retribuzioni della magistratura, con importi che potranno raggiungere fino a 100mila euro per ciascun beneficiario.
Come ricostruito dal Sole 24 Ore sull'analisi del Documento programmatico di bilancio, la misura attinge al fondo sentenze da 1,9 miliardi di euro e stanzia complessivamente 970 milioni di euro in favore dei circa 11mila magistrati in servizio sul territorio nazionale.
Le cifre previste si compongono di una quota una tantum a titolo di arretrati – superiore ai 70mila euro lordi pro capite – unitamente a un incremento retributivo strutturale di circa 20mila euro lordi annui destinato a stabilizzarsi sulle buste paga future.
L'entità dell'esborso varierà in base all'anzianità di servizio maturata, con i benefici finanziari più consistenti indirizzati ai 10.638 magistrati già in ruolo nel 2018.
La misura recepisce una serie di pronunce favorevoli emesse dal Consiglio di Stato, a seguito delle quali risultano pronti i decreti attuativi per il conguaglio degli stipendi relativi al quinquennio compreso tra il 2018 e il 2023, mentre rimangono in fase di valutazione le annualità relative al triennio 2024-2026.
Trattandosi di un adempimento vincolato da pronunciamenti giurisprudenziali di secondo grado, l'esecutivo si trova nella necessità giuridica di saldare il debito pregresso prelevando le coperture dalle tabelle della manovra finanziaria.
L'operazione rischia tuttavia di generare pesanti contraccolpi sul piano politico e sociale, poiché l'impegno economico a favore delle toghe viene inserito in un testo di bilancio caratterizzato dalla scarsità di risorse, che ha imposto al governo il ridimensionamento degli interventi sul taglio dell'Irpef per il ceto medio e sulla detassazione delle tredicesime, oltre alla faticosa ricerca di fondi per il contrasto al caro energia.
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