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- Milano - Venerdì 16 Ottobre 2026, 19:40
Il Teatro Patologico sbarca al Franco Parenti di Milano: D’Ambrosi firma trilogia con attori disabili tra Dante, Collodi e Omero
In programma per l'autunno tre rivisitazioni di capolavori della letteratura: "La Commedia Divina", "Pinocchio" e "Odysseia - I suoni di Ulisse". Spettacoli al via il 19 ottobre con replica a novembre e dicembre per indagare fragilità, identità e inclusione.
Il Teatro Franco Parenti di Milano si prepara ad accogliere la nuova stagione autunno-inverno del Teatro Patologico, guidata dall'adattamento e dalla regia di Dario D’Ambrosi, che vede protagonisti sul palcoscenico gli attori disabili della Compagnia Stabile per rileggere i grandi miti della letteratura classica e occidentale.
Il percorso drammaturgico intende trasformare le opere della tradizione in strumenti d'indagine sulle zone più intime dell'esperienza umana, ponendo la disabilità non come un tema di trattazione esterno ma come un punto di vista originale capace di riscrittura e traduzione interiore del racconto.
La rassegna si apre lunedì 19 ottobre 2026 alle ore 20:00 con “La Commedia Divina”, opera ispirata al capolavoro di Dante Alighieri che cerca il nucleo spirituale del viaggio dantesco oltre l'impostazione formalistica del testo. Nella visione registica, Inferno, Purgatorio e Paradiso divengono stati della coscienza e della mente: il dolore, la paura, la violenza e l'isolamento convivono con la beatitudine, la pace e la comprensione. L'Inferno dà voce alle figure dimenticate restituendo loro il diritto al racconto, il Purgatorio rappresenta i tentativi di contenimento e cura del disagio, mentre il Paradiso simboleggia l'accettazione e il diritto fondamentale all'amore e all'inclusione.
L'allestimento si avvale delle musiche di Francesco Santalucia, della direzione coro e percussioni di Francesco “Papaceccio” Crudele, delle scene e dei costumi di Raffaella Toni, del trucco di Marica Pallone e delle luci di Danilo Facco, con l'aiuto regia di Ilaria Serrato, l'assistenza di Miriam Antonacci, il coordinamento di Alessandro Corazzi, la comunicazione di Ines Berg e le foto di scena di Paolo Porto.
Il secondo appuntamento in calendario al Teatro Franco Parenti è fissato per lunedì 23 novembre 2026 alle ore 20:00 con “Pinocchio – Una favola alla rovescia”. Lo spettacolo rilegge il romanzo di Carlo Collodi ponendo l'accento sul significato della crescita, della responsabilità e della resilienza. Il celebre burattino diventa figura simbolo di chi cade, si rompe e cerca di rialzarsi per trovare il proprio posto nella società senza finire ai margini.
La struttura narrativa progettata da D’Ambrosi ripercorre la storia a ritroso, partendo dalla pancia del Pesce-Cane per risalire fino alla creazione del pezzo di legno da parte di Geppetto, interrogando il pubblico sul valore della lotta per l'affermazione della persona.
L'allestimento vede la scenografia firmata CSS da Francesco Frigeri, Carlo Rescigno e Susanna Giovannini con l'assistente scenografo Andrea Bivi e il pittore di scena Agostino Bivi, i costumi di Raffaella Toni, il trucco di Marika Pallone, le luci di Danilo Facco, l'aiuto regia di Ilaria Serrato, l'assistenza di Miriam Antonacci, il coordinamento di Alessandro Corazzi, la comunicazione di Ines Berg e la fotografia di scena curata da Paolo Porto.
La trilogia si chiuderà nella sala milanese lunedì 14 dicembre 2026 alle ore 20:00 con “Odysseia – I suoni di Ulisse”, dove il poema omerico s'intreccia alle tematiche dell'emarginazione, della solitudine e della ricerca dell'identità. L'esilio e il travagliato ritorno di Ulisse verso Itaca dialogano con l'esperienza quotidiana della disabilità e con il desiderio di integrazione nella comunità. Nel testo trova una posizione di risalto la figura di Penelope, valorizzata nella sua tenacia e nell'attesa dell'amato, che nello spettacolo incarna la forza, la fedeltà e il sostegno offerti dalle famiglie nei momenti di difficoltà.
Per questa produzione la regia e l'adattamento di D’Ambrosi si avvalgono dell'aiuto regia di Ilaria Serrato, dell'assistenza di Matteo Binetti e della collaborazione di Miriam Antonacci. Le scene e i costumi sono curati da Raffaella Toni con gli elementi scenici realizzati da Irene De Pretis, Margherita Dieci ed Eleonora Iani, il trucco da Marica Pallone, il disegno luci da Danilo Facco, il coordinamento da Alessandro Corazzi, la comunicazione da Ines Berg e la documentazione fotografica di scena da Paolo Porto.
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