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  • Roma - Martedì 30 Giugno 2026

Armenia, Mosca blocca importazioni di acqua minerale, frutta e vino: dietro le sanzioni pesa la svolta filo-europea di Erevan

La Russia ha vietato l'ingresso di numerosi prodotti armeni, motivando la decisione con ragioni sanitarie e fitosanitarie. Ma sullo sfondo c'è il crescente allontanamento dell'Armenia dal Cremlino dopo la riconferma del premier Nikol Pashinyan.

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Dalle noci ai frutti di bosco, passando per l'acqua minerale, il cognac e persino i fiori. La Russia ha imposto una lunga serie di divieti all'importazione di prodotti provenienti dall'Armenia, motivando le restrizioni con presunti rischi sanitari e fitosanitari. Una decisione che, però, secondo molti osservatori, avrebbe anche un evidente significato politico, arrivando in un momento di forte raffreddamento dei rapporti tra Mosca ed Erevan. Le misure sono infatti arrivate pochi giorni dopo la vittoria elettorale del primo ministro armeno Nikol Pashinyan, sempre più orientato a rafforzare i rapporti con l'Unione Europea e gli Stati Uniti.

Il blocco dei prodotti agricoli

A dare il via alle restrizioni è stato il Rosselkhoznadzor, il Servizio fitosanitario russo, che ha vietato l'importazione di quasi tutti i prodotti vegetali provenienti dall'Armenia, compresi quelli soggetti a quarantena. Sono stati sospesi anche i trasporti in transito attraverso il territorio russo diretti verso gli altri Paesi dell'Unione Economica Eurasiatica. Secondo le autorità russe, il provvedimento si è reso necessario dopo il ritrovamento, nel mese di giugno, di tre casi di infestazione da Trogoderma granarium, un insetto considerato particolarmente pericoloso per cereali, semi oleosi e altre colture agricole. Mosca sostiene che il parassita non sia presente sul proprio territorio e che possa compromettere fino al 70% delle derrate immagazzinate.

Stop anche all'acqua minerale Jermuk

Le restrizioni non riguardano soltanto il settore agricolo. Le autorità russe hanno infatti vietato anche l'importazione della celebre acqua minerale armena Jermuk. Secondo il Rospotrebnadzor, l'agenzia federale per la tutela dei consumatori, sarebbero stati rilevati livelli superiori ai limiti consentiti di alcune sostanze saline, tra cui idrocarbonati, cloruri e solfati. L'ente ha inoltre sostenuto che eventuali informazioni ingannevoli sulle proprietà terapeutiche del prodotto potrebbero mettere a rischio la salute dei consumatori.

Una lunga lista di prodotti vietati

Con il passare delle settimane l'elenco dei prodotti esclusi dal mercato russo si è progressivamente allungato. Oltre all'acqua minerale, sono stati bloccati fiori, ortaggi freschi, pomodori, cetrioli, peperoni, verdure a foglia, fragole, frutti di bosco, uva, frutta con nocciolo, mele, pere, patate, melanzane e frutta secca. In precedenza erano già stati sospesi anche l'importazione del celebre cognac armeno, dei vini e di diversi prodotti ittici. Di fatto, gran parte delle esportazioni alimentari armene verso la Russia risultano oggi fortemente limitate.

Sullo sfondo lo scontro politico

Le motivazioni ufficiali fanno riferimento esclusivamente a questioni sanitarie e fitosanitarie. Tuttavia, molti analisti leggono questi provvedimenti come una risposta politica al progressivo allontanamento dell'Armenia dall'orbita russa. Negli ultimi anni il governo guidato da Nikol Pashinyan ha infatti intensificato il dialogo con Bruxelles e Washington, cercando di ridurre la storica dipendenza da Mosca sul piano politico, economico e della sicurezza.

L'avvertimento di Medvedev

A rafforzare questa interpretazione sono arrivate anche le parole dell'ex presidente russo Dmitry Medvedev, oggi tra le figure più influenti del partito di governo Russia Unita. Durante il congresso del partito ha lanciato un messaggio diretto a Erevan: "La rottura dei legami storici con la Russia porterà a inevitabili e severe conseguenze per tutti i cittadini dell'Armenia." Una dichiarazione arrivata pochi giorni dopo le elezioni legislative del 7 giugno, vinte da Pashinyan.

Nessun messaggio di congratulazioni dal Cremlino

A differenza di quanto avvenuto in passato, dopo la riconferma del premier armeno da parte degli elettori non è arrivato alcun messaggio ufficiale di congratulazioni da Mosca. Al suo posto sono invece seguite nuove restrizioni commerciali, che si sono aggiunte a quelle già introdotte nelle settimane precedenti al voto. Per molti osservatori, il messaggio del Cremlino appare chiaro: dietro le contestazioni sanitarie e fitosanitarie si nasconde anche la volontà di esercitare pressione economica su un Paese che sta progressivamente cercando di ridefinire il proprio posizionamento geopolitico, avvicinandosi sempre più all'Europa e all'Occidente.

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