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  • Roma - Martedì 30 Giugno 2026

Attentato a Monaco, esplosione in un palazzo: grave l'oligarca ucraino Vadim Ermolaev, feriti anche la moglie e il figlio

Un ordigno esplosivo nascosto all'interno di una borsa ha provocato una violenta esplosione in un edificio del Principato di Monaco. Tra i tre feriti, tutti appartenenti alla stessa famiglia, ci sarebbe l'imprenditore ucraino Vadim Ermolaev. Le autorità seguono la pista dell'attentato e danno la caccia al responsabile.

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Momenti di terrore nel cuore del Principato di Monaco, dove una violenta esplosione ha sconvolto un edificio residenziale causando il ferimento di tre persone, tutte appartenenti alla stessa famiglia e di nazionalità ucraina. Due dei feriti versano in condizioni gravissime e, secondo quanto emerso nelle prime ore dell'indagine, tra loro ci sarebbe anche l'oligarca Vadim Ermolaev, uno degli imprenditori più facoltosi dell'Ucraina. Le autorità non escludono che si sia trattato di un'azione pianificata. Il ministro di Stato Christophe Mirmand ha infatti dichiarato: "Si tratta probabilmente di un attentato".

Chi è Vadim Ermolaev

Vadim Ermolaev, 58 anni, è considerato uno degli uomini più ricchi dell'Ucraina. Nel corso degli anni ha costruito un vasto gruppo imprenditoriale attivo in numerosi settori, dagli investimenti immobiliari all'industria, fino all'agricoltura. Dal 2019 non possiede più la cittadinanza ucraina, avendo scelto quella cipriota. Da tempo risiede nel Principato di Monaco, dove sarebbe rimasto coinvolto nell'esplosione insieme alla moglie e al figlio. La sua figura è però finita al centro dell'attenzione anche per motivi politici. Dal dicembre 2023 è infatti sottoposto alle sanzioni imposte dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Secondo quanto riportato da diversi media che citano fonti dei servizi di sicurezza ucraini, le misure restrittive sarebbero state adottate perché l'imprenditore avrebbe continuato a svolgere attività commerciali nel settore degli alcolici in Crimea, territorio occupato dalla Russia.

Il messaggio del principe Alberto II

L'accaduto ha profondamente colpito il Principato. In una nota ufficiale il principe Alberto II ha espresso la propria vicinanza ai feriti e ha condannato con fermezza quanto accaduto. "Un crimine efferato" e "uno shock per l'intera comunità monegasca", ha dichiarato il sovrano. Ha poi aggiunto: "Il Principato di Monaco rimarrà unito e determinato di fronte alla violenza e alla criminalità. La sicurezza della nostra comunità è sempre stata una priorità; lo rimarrà più che mai, qualunque siano le minacce".

L'ordigno nascosto nella hall del palazzo

Le indagini sono in pieno svolgimento e gli investigatori stanno cercando di ricostruire ogni fase dell'accaduto. Secondo una fonte vicina all'inchiesta, l'esplosivo sarebbe stato nascosto all'interno di una borsa o di un pacco abbandonato nella hall dell'edificio da una persona che si sarebbe poi allontanata poco prima della detonazione. A riferirlo è stato anche il procuratore generale Stéphane Thibault, che nel corso della giornata è atteso per un aggiornamento ufficiale sull'inchiesta. Nel frattempo l'identità delle vittime non è stata ancora confermata formalmente dalle autorità del Principato.

Imponente dispiegamento di soccorsi

Subito dopo l'esplosione è scattata una vasta operazione di emergenza. Sul posto sono intervenuti circa cinquanta vigili del fuoco, supportati anche da una decina di soccorritori arrivati dalla Francia per prestare assistenza ai feriti. Contemporaneamente sono stati mobilitati 84 agenti della pubblica sicurezza con il compito di isolare la zona, garantire la sicurezza dei residenti e consentire agli investigatori di effettuare i rilievi.

Caccia all'uomo tra Monaco e la Francia

Le forze dell'ordine sono ora impegnate nella ricerca dell'uomo ritenuto responsabile dell'attentato. Secondo fonti vicine al ministro dell'Interno francese Laurent Nuñez, "è stata avviata un'operazione di polizia per trovare il responsabile, che è ancora a piede libero". Gli investigatori possono contare sia sulle testimonianze raccolte nelle ore successive all'esplosione sia sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza. Come spiegato dal ministro Christophe Mirmand, il sospettato sarebbe stato ripreso mentre si allontanava dal luogo dell'attentato e avrebbe raggiunto a piedi Beausoleil, il vicino comune francese al confine con il Principato, dove le ricerche sono proseguite senza sosta.

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