Iarc: il 40% dei tumori è prevenibile. In Italia il fumo resta il killer numero uno

Il fumo riguarda il 24,4% dei casi, seguono rischi professionali e infezioni.

(Prima Notizia 24)
Martedì 03 Febbraio 2026
Roma - 03 feb 2026 (Prima Notizia 24)

Il fumo riguarda il 24,4% dei casi, seguono rischi professionali e infezioni.

La prevenzione si conferma l'arma più efficace nella lotta contro il cancro, superando persino l'impatto dei progressi terapeutici degli ultimi decenni.

Secondo un imponente studio dell’International Agency for Research on Cancer (Iarc), pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Medicine, quasi il 40% dei nuovi casi di tumore diagnosticati a livello globale è riconducibile a fattori di rischio modificabili.

In Italia, questo dato appare ancora più critico, salendo al 41,7%. L'analisi, che ha monitorato 36 fattori di rischio in 185 Paesi, evidenzia come nel 2022 circa 7,1 milioni di diagnosi (su un totale di 18,7 milioni) fossero legate a cause prevenibili.

A livello mondiale, il fumo di tabacco guida la classifica con il 15,1% dei casi, seguito dalle infezioni (10,2%) e dal consumo di alcol (3,2%). Le neoplasie più frequentemente associate a questi fattori sono quelle del polmone, dello stomaco e della cervice uterina. In Italia, il quadro è dominato dal tabagismo, responsabile del 24,4% delle diagnosi totali.

Al secondo posto figurano le esposizioni professionali (7,2%), seguite a breve distanza dalle infezioni (6,9%) e dall'alcol (3,5%). Un ruolo non trascurabile è giocato anche dall'eccessivo indice di massa corporea (3%), dalle radiazioni ultraviolette (2,9%) e dall'inquinamento atmosferico (0,9%). Chiudono l'elenco l'attività fisica insufficiente e altri fattori ambientali.

Lo studio segnala una mutazione profonda nei profili di rischio. Se tradizionalmente per le donne la minaccia principale era rappresentata dalle infezioni oncogene (come il Papillomavirus), nei Paesi occidentali il fumo è diventato il primo pericolo anche per la popolazione femminile, a causa della sua maggiore diffusione tra le donne e del successo delle campagne vaccinali anti-HPV.

Per gli uomini, il tabacco resta la causa principale (23,1% dei casi), ma i ricercatori lanciano un allarme globale sull'obesità: in molte aree del mondo, l'eccesso di peso sta scalando rapidamente la classifica, minacciando di diventare il primo fattore di rischio prevenibile nei prossimi anni.


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