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  • Roma - Giovedì 2 Luglio 2026

Banco Bpm, Leone: "Serve un socio industriale come Crédit Agricole o UniCredit"

"Mps? L'offerta di Intesa è la migliore".

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Un socio industriale per fare il salto di qualità a livello continentale, a patto di salvaguardare il radicamento territoriale e il legame con il tessuto produttivo. È la strategia indicata per Banco Bpm da Davide Leone, fondatore del fondo Davide Leone & Partners e azionista di rilievo dell'istituto con una quota vicina al 5%, nel corso di un'intervista rilasciata al Corriere della Sera.

L'investitore ha ribadito una visione già espressa in passato sui possibili candidati all'integrazione: “Già nel novembre 2022 avevamo spiegato che i soci industriali per Banco Bpm possono essere due: Cariparma, ora Crédit Agricole Italia o Unicredit. Oggi siamo della stessa idea e siamo favorevoli a qualsiasi operazione di mercato che metta al centro la protezione e la valorizzazione della rete di Banco Bpm e il suo brand”.

Secondo la lettura del finanziere, l'aggregazione non risponde a una logica di preminenza domestica, quanto a un imperativo dimensionale legato all'innovazione: “Il punto non è la classifica italiana ma la necessità di avere una scala più grande, dimensioni europee, anche per affrontare gli investimenti in tecnologia e in intelligenza artificiale che solo le banche più grandi possono permettersi”.

Leone ha analizzato anche gli equilibri interni all'azionariato della banca guidata da Giuseppe Castagna, evidenziando le criticità dell'attuale assetto di vertice: “Con un azionista concorrente al 30% non è possibile avere un equilibrio stabile sul lungo periodo, soprattutto perché è stato decisivo per l’elezione del top management”.

Un passaggio è stato dedicato anche all'utilizzo degli scudi normativi di tutela statale da parte dell'esecutivo, con una riflessione controcorrente: “Il Golden power – ingiustamente tacciato di nazionalismo – ha favorito un giocatore francese, che è un giocatore europeo, contro uno italiano”.

Il focus dell'azionista si è infine allargato al risiko bancario nazionale e all'evoluzione del dossier relativo a Monte dei Paschi di Siena, promuovendo la validità dei piani di via collisione avanzati da Ca' de Sass: “In questo momento l’offerta di Intesa è di gran lunga la migliore e ha il beneficio di preservare sia il marchio che, speriamo, il management del Monte”.

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