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- Bergamo - Lunedì 26 Ottobre 2026, 11:05
Bergamo, violenza sessuale e maltrattamenti sulla compagna: venticinquenne agli arresti domiciliari
L'indagine della Squadra Mobile ricostruisce un'escalation di lesioni, minacce e condotte persecutorie. La vittima, una giovane messicana, è stata costretta a fuggire dall'Italia per paura.
Una spirale di intimidazioni, prevaricazioni fisiche e abusi sessuali che ha costretto la vittima ad abbandonare il territorio nazionale. Nel pomeriggio del 23 ottobre, la Polizia di Stato di Bergamo ha dato esecuzione all'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal GIP del Tribunale orobico, nei confronti di un venticinquenne italiano residente in città, gravemente indiziato dei reati di violenza sessuale aggravata, atti persecutori e lesioni personali ai danni della compagna ventiquattrenne di nazionalità messicana.
L'attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile con il coordinamento della Procura bergamasca ha preso avvio a seguito di una richiesta d'intervento effettuata dalla donna presso il domicilio dell'uomo. I successivi riscontri medici presso la struttura ospedaliera cittadina hanno evidenziato la presenza di svariate ecchimosi sul corpo della giovane, refertate con cinque giorni di prognosi.
Le successive verifiche hanno permesso di far luce su un quadro di controllo oppressivo manifestatosi sin dall'esordio del rapporto di coppia: l'indagato avrebbe progressivamente isolato la donna, vietandole gli spostamenti in autonomia e sottoponendola a continue vessazioni verbali, minacce di morte e violenze fisiche.
In tale contesto di sottomissione, l'uomo avrebbe immobilizzato e costretto la vittima a subire un rapporto sessuale contro la sua volontà. A consolidare il clima intimidatorio avrebbero contribuito anche false asserzioni relative a presunti trascorsi nella Legione Straniera francese e a contatti con le forze dell'ordine, adoperate per far credere alla giovane che eventuali segnalazioni non sarebbero state ritenute attendibili, elementi confermati dalle testimonianze di un'ulteriore denunciante.
La condizione psicologica derivante dai continui maltrattamenti ha generato nella vittima un grave e perdurante stato d'ansia per la propria incolumità, culminato nella decisione di fare immediato ritorno nel Paese d'origine. Il solido quadro probatorio raccolto dagli inquirenti e corroborato dai referti medici ha condotto all'emissione del provvedimento cautelare.
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