
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 17 Giugno 2026
Bezos traccia la rotta per il futuro della Terra: "Porteremo le attività inquinanti nello spazio"
Dal palco della kermesse parigina Vivatech 2026, il magnate di Blue Origin illustra la sua visione per riportare la Terra all'era pre-industriale.
La salvaguardia dell'ecosistema terrestre passa per una radicale delocalizzazione oltre l'atmosfera delle infrastrutture manifatturiere pesanti.
Partecipando come ospite d'onore a un panel nel corso del prestigioso Salone Vivatech 2026 a Parigi, il fondatore di Amazon Jeff Bezos ha delineato la propria strategia a lungo termine per invertire la rotta del cambiamento climatico.
L'imprenditore, che dal 2021 ha abbandonato la guida operativa del colosso dell'e-commerce per concentrarsi sui progetti della sua compagnia aerospaziale Blue Origin — che punta a stabilizzare la frequenza dei voli a circa cento decolli all'anno —, ha evidenziato come il progresso tecnologico abbia elevato gli standard di vita globali, lasciando però come unica nota dolente il progressivo deterioramento della biosfera.
Il piano strategico del miliardario si fonda sull'abbattimento dei costi della logistica orbitale e sullo sfruttamento delle risorse minerarie presenti sui corpi celesti minori, unici vettori capaci di trasformare nuovamente il globo in un'oasi protetta: “La nostra visione a lungo termine, il nostro sogno, è che tutte le attività industriali inquinanti possano essere svolte al di fuori della Terra. Se i viaggi spaziali diventeranno abbastanza affidabili e poco costosi, e se potremo ricavare materiali dagli asteroidi, dagli oggetti vicini alla Terra e dalla Luna, allora questo pianeta-giardino potrà tornare allo stato in cui si trovava prima della rivoluzione industriale. Questo è l’unico aspetto in cui il mondo oggi è peggiore rispetto a 500 anni fa”.
Durante l'intervento nella capitale francese, Bezos ha dedicato ampio spazio anche alle potenzialità dei sistemi di calcolo avanzati, focalizzandosi sui progetti di Prometheus, la sua nuova startup specializzata in intelligenza artificiale.
Sebbene il magnate non abbia toccato il tema dei forti consumi idrici ed energetici legati alla manutenzione dei moderni data center, ha voluto respingere con forza le tesi dei tecnofobi e dei teorici della disoccupazione tecnologica di massa, ribaltando i paradigmi sul futuro del mercato del lavoro: “So che molte persone, comprese molte persone intelligenti, nutrono grandi preoccupazioni sul fatto che l’IA renderà superflui gli esseri umani e così via. Sono totalmente in disaccordo con questo punto di vista e penso infatti che l’IA creerà una carenza di manodopera perché consentirà alle persone di individuare più problemi. Abbiamo una serie infinita di cose da inventare. E oggi non siamo limitati dalla nostra immaginazione, ma da ciò che siamo effettivamente in grado di fare”.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24















