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  • Roma - Mercoledì 3 Giugno 2026

Caporalato: l'opposizione attacca il governo dopo il dramma di Amendolara

Politici di vari schieramenti, tra cui Elly Schlein del PD e Riccardo Tucci del M5S, hanno chiesto misure urgenti per contrastare il fenomeno e garantire diritti ai lavoratori, evidenziando la necessità di un intervento deciso dello Stato.

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Il tragico destino di quattro braccianti di nazionalità pakistana, morti avvolti dalle fiamme all'interno di un minivan ad Amendolara, in provincia di Cosenza, ha sollevato un'ondata di indignazione che ha rapidamente travalicato i confini della cronaca nera per investire i palazzi della politica romana.

Il fermo di due presunti caporali della zona, gravemente indiziati di omicidio plurimo per aver appiccato il fuoco dopo la richiesta delle vittime di ricevere i propri compensi, ha riacceso i riflettori sulle condizioni di estremo sfruttamento nelle campagne.

Dalla sede del Partito Democratico al Nazareno, durante la presentazione di un disegno di legge volto a contrastare lo spopolamento territoriale, la segretaria dem Elly Schlein ha espresso parole di profondo cordoglio e fermezza istituzionale, esortando tutte le forze politiche a una reazione coordinata: “Sono immagini drammatiche e devastanti, speriamo venga fatta luce al più presto e che i responsabili paghino per aver ucciso 4 braccianti. Questo ci deve far accendere un grande faro sullo sfruttamento e sul caporalato. La legge c’è e serve che venga attuata, serve fare squadra e capire come contribuire che possa ancora accadare una cosa così drammatica e liberare da quelle condizioni centinaia di lavoratori che sono succubi”.

La reazione è stata altrettanto netta tra i banchi del Movimento 5 Stelle, che ha scelto la Camera dei Deputati come cassa di risonanza per inchiodare l'esecutivo alle proprie responsabilità di controllo. Il deputato calabrese Riccardo Tucci ha preannunciato la richiesta formale di un resoconto immediato in Aula da parte dei titolari dell'Interno, dell'Agricoltura e del Lavoro, legando la tragedia alla necessità di riforme strutturali sul costo del lavoro e ricordando come la paga negata alle vittime si aggirasse attorno ai 5 euro orari: “Chiediamo un’informativa urgente ai ministri dell’Interno, dell’Agricoltura e del Lavoro sulla barbara uccisione di 4 braccianti ad Amendolara, in Calabria, bruciati vivi da due caporali della zona solo per aver chiesto di essere di pagati. Una paga per giunta da fame, 5 euro l’ora: e poi dicono che non serve il salario minimo. Vogliamo sapere dal Governo come intende affrontare, una volta per tutte, una questione che nel nostro Paese coinvolge 230mila persone”.

Il parlamentare pentastellato ha inoltre sollevato dure critiche sulla gestione dei capitoli di spesa comunitari destinati all'inclusione sociale: “Un passo avanti si sarebbe potuto fare con il Pnrr, ma, per sua stessa ammissione, l’esecutivo spenderà solo 24 degli oltre 200 milioni di euro messi a disposizione per il superamento dei ghetti. In pratica, poco più di un decimo: un incredibile fallimento di cui, ancora una volta, pagheranno le conseguenze i più fragili”.

Secondo Tucci, l'azione di contrasto deve mirare al cuore economico dei clan: “Dietro a drammatici episodi come questo c’è anche e soprattutto la criminalità organizzata. È dalle suas mani che dobbiamo togliere questi uomini e queste donne, facendoli uscire finalmente dall’invisibilità. Lo Stato ha il diritto e il dovere di intervenire: basta continuare a voltarsi dall’altra parte”.

A completare l'affondo del fronte progressista è intervenuto Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde e deputato dell'alleanza Verdi-Sinistra, il quale ha allargato i confini del fenomeno evidenziando come le dinamiche di caporalato non risparmino nemmeno i grandi centri urbani del Nord.

Bonelli ha citato l'allarmante caso emerso a Milano, dove i controlli nel cantiere istituzionale per la costruzione della nuova sede diplomatica statunitense hanno svelato lo sfruttamento di operai indiani da parte di un'azienda appaltatrice, retribuiti con appena 2 euro all'ora: “In Italia c’è la schiavitù, tollerata dalle istituzioni in tutte le loro articolazioni nazionali e locali. Ed è inammissibile che nel 2026 si debba ancora assistere a fenomeni che pensavamo appartenessero alla storia. Quanto accaduto nei campi agricoli di Amendolara, o anche a Milano per la costruzione del consolato Usa, ne è una triste e drammatica dimostrazione. In Italia la criminalità organizzata controlla e gestisce lavoratori migranti nei campi, costretti a raccogliere frutta e ortaggi in condizioni disumane. Quei prodotti arrivano ogni giorno sulle nostre tavole”.

Il leader ecologista ha invocato misure draconiane per scardinare la rete dei caporali, proponendo il rilascio di permessi di soggiorno per motivi di giustizia ai braccianti sprovvisti di documenti, l'esproprio definitivo dei terreni agricoli in cui si consumano gli illeciti e l'invio di contingenti militari a presidio delle aree di raccolta: “Ma lo sfruttamento non si ferma ai campi del Sud. Basti pensare al caso del consolato americano di Milano, dove lavoratori indiani venivano sfruttati dalla società Caddell Construction e pagati circa 2 euro l’ora, in piena città, in un cantiere istituzionale. Una vergogna. Sono tanti, troppi i braccianti che muoiono nei campi a causa di turni di lavoro massacranti, raccogliendo frutta e verdura anche con temperature superiori ai 40 gradi d’estate. I caporali al servizio della criminalità organizzata vanno arrestati insieme ai capi mafia, e i braccianti vanno regolarizzati, dando loro un permesso di soggiorno, se ne sono sprovvisti, e un contratto di lavoro regolare. Lo Stato istituisca presìdi nei campi, protetti dalle forze di polizia e, se necessario, anche dall’esercito, per avviare la regolarizzazione dei braccianti. Inoltre, si preveda per legge il sequestro delle terre di chi esercita il caporalato nelle proprie aree agricole”.

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