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  • Roma - Lunedì 12 Ottobre 2026, 14:20

Carenza di chirurghi in Italia, la Società di Chirurgia lancia l'allarme: a rischio un intervento su dieci entro cinque anni

Al 128° Congresso Sic il presidente Docimo denuncia la fuga dei giovani e l'invecchiamento dei medici ospedalieri. Il ministro Schillaci garantisce 120 milioni l'anno per le specializzazioni meno ambite e la stretta sullo scudo penale.

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L'assistenza chirurgica italiana rischia di trovarsi di fronte a una vera e propria emergenza strutturale entro i prossimi cinque anni.

A lanciare l'allarme, durante il 128° Congresso nazionale della Società Italiana di Chirurgia apertosi a Roma, è stato il presidente della Sic e docente dell'Università Vanvitelli di Napoli, Ludovico Docimo.

Richiamando le recenti rilevazioni statunitensi che evidenziano contee interamente prive di chirurghi generali, Docimo ha sottolineato come la crisi di vocazioni in Italia stia seguendo un trend analogo: nel 2026 quasi un terzo dei posti di specializzazione in chirurgia generale è rimasto scoperto, con 193 borse non assegnate su 646 e picchi critici in atenei come L'Aquila, Udine, Genova e Perugia. Alla carenza di nuovi ingressi fa riscontro l'imminente uscita di una vasta platea di camici bianchi per raggiunti limiti di età.

Secondo i dati Eurostat oltre la metà dei chirurghi generali operativi nelle strutture pubbliche ha superato i sessant'anni: la stima della Sic indica che entro il 2030 lasceranno il servizio circa 2.800 professionisti a fronte di un ricambio generazionale che non supererà i 1.300 nuovi specialisti, generando un saldo negativo di 1.500 unità. Tale contrazione dell'organico, sommata all'aumento della domanda di cure legato al progressivo invecchiamento della popolazione, mette a rischio circa 65mila interventi dei 650mila eseguiti ogni anno nel Paese, con il conseguente allungamento delle liste d'attesa e il prolungamento dei tragitti per raggiungere i presidi ospedalieri, in particolare nelle regioni meridionali.

Tra i fattori che disincentivano le giovani leve si annoverano i turni di lavoro gravosi, retribuzioni non allineate ai parametri europei, il lento aggiornamento delle tecnologie avanzate e un incremento del 150% in dieci anni delle controversie medico-legali, con l'esplosione dei costi per la copertura assicurativa. Su questo aspetto il presidente della Sic ha sollecitato la rapida approvazione della riforma della responsabilità professionale per limitare la rilevanza penale dell'errore medico ai soli casi di colpa grave.

Presente all'inaugurazione dell'assise, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha riconosciuto il calo di attrattività della disciplina, ricordando le contromisure varate dal governo, tra cui lo stanziamento di 120 milioni di euro all'anno per incentivare le scuole di specializzazione meno richieste e l'iter parlamentare in corso per consolidare lo scudo penale per i professionisti sanitari.

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