
- Prima Notizia 24
- Roma - Venerdì 16 Ottobre 2026, 18:45
Caro carburanti, il price cap frena la benzina ma fallisce sul diesel: solo un distributore su quattro sotto i 2,20 euro
Secondo un'analisi di Facile.it sui dati del Mimit, l'impatto del tetto ai prezzi premia la verde mentre il gasolio resta sopra le soglie concordate. Marche e Valle d'Aosta le regioni più virtuose, soffre il Mezzogiorno.
Il continuo rialzo dei prezzi dei carburanti continua a provocare forte malcontento tra i consumatori e minaccia di paralizzare il settore dell'autotrasporto, evidenziando le difficoltà di contenimento dei listini alla pompa.
Un'analisi condotta dal portale Facile.it sui dati pubblicati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per la rete ordinaria non autostradale evidenzia come, a seguito del mancato rinnovo dello sconto sulle accise da parte del governo, il price cap concordato con i principali marchi del settore come Eni, Ip e Q8 stia ottenendo risultati altalenanti.
Dalla rilevazione emerge che solo il 26% dei distributori censiti sul territorio nazionale – vale a dire circa 5.000 impianti su oltre 19.500 analizzati – riesce a mantenere il prezzo del gasolio al di sotto della soglia dei 2,20 euro al litro.
Quadro decisamente più rassicurante sul fronte della benzina verde, dove oltre 10.200 benzinai, pari al 52% del totale, garantiscono un prezzo inferiore ai 2 euro al litro.
L'impatto dell'intesa sul tetto dei prezzi presenta tuttavia marcate differenze sul piano geografico. Per quanto riguarda il diesel, la regione con la quota più elevata di impianti al di sotto della soglia dei 2,20 euro è rappresentata dalle Marche con il 38%, seguita dall'Abruzzo con il 36% e da Lazio e Umbria appaiate al 31%.
Sul versante opposto figurano le regioni del Mezzogiorno, dove si registrano le percentuali più basse di riscontro: in Campania solo il 14% dei distributori rispetta il limite, in Basilicata il 16% e in Calabria il 19%. Relativamente alla benzina, la maglia rosa per la percentuale di impianti sotto i 2 euro spetta alla Valle d'Aosta con il 62%, seguita a brevissima distanza da Sicilia e Marche, entrambe al 60%; le prestazioni peggiori vengono rilevate ancora in Basilicata con il 36%, in Campania con il 37% e in Calabria con il 42%.
A confermare la pressione complessiva sui listini intervengono le medie nazionali ufficiali diffuse dal Mimit: sulla rete viaria ordinaria, in modalità self-service, il prezzo medio della benzina si attesta a 2,034 euro al litro, mentre il gasolio raggiunge quota 2,256 euro al litro. La situazione appare ulteriormente gravosa per le tratte autostradali, dove la media rilevata indica 2,048 euro al litro per la benzina e 2,278 euro al litro per il diesel.
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