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  • Roma - Venerdì 16 Ottobre 2026, 19:15

Giornata dell'Alimentazione, il messaggio del Papa alla Fao: “No all'uso irresponsabile della tecnologia per fini egoistici”

“Istruire il progresso al servizio del bene comune e della dignità umana. La fame non è un'anomalia statistica ma una responsabilità politica”.

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In occasione della Giornata Mondiale dell'Alimentazione 2026, Papa Leone XIV ha inviato un articolato messaggio al Direttore Generale della Fao, Qu Dongyu, mettendo in guardia i leader globali dai rischi legati a uno sviluppo tecnologico privo di ancoraggio etico.

Il Pontefice, tuttora ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma dopo l'intervento al polmone, ha espresso una ferma monizione sull'impiego dei nuovi strumenti nell'agroalimentare: “L’uso irresponsabile della tecnologia per interessi esclusivamente egoistici, anziché per il bene comune, non solo viola il principio di solidarietà, ma ignora anche il dovere dell’umanità di salvaguardare il creato”.

Nel suo testo, il Santo Padre critica le interpretazioni riduttive che accompagnano il dibattito sulla trasformazione digitale e l'automazione dei processi produttivi: “di innovazione con gran disinvoltura. Tuttavia, questo termine viene spesso utilizzato solo in riferimento allo sviluppo di dispositivi e algoritmi, oppure all’ottimizzazione delle prestazioni con l’unico fine di ottenere un guadagno economico”.

Per questa ragione, anche nelle strategie di contrasto alla malnutrizione e alla povertà estrema, il Papa sollecita una revisione concettuale delle categorie di sviluppo: “necessario cambiare il modo in cui concepiamo tale progresso, poiché la vera innovazione non sostituisce la creazione, ma implica un’indagine rispettosa delle leggi complesse che guidano l’opera delle mani del Creatore”.

Il corretto impiego delle conoscenze scientifiche deve riflettere la vocazione dell'uomo nei confronti del pianeta, tenendo conto che “l’uso di una tecnologia adeguata per coltivare la terra è un’espressione del ruolo della persona umana come collaboratrice di Dio nell’opera della creazione”.

La prospettiva delineata dalla Santa Sede richiede un bilanciamento tra produttività e tutela ecologica: “Il tipo di innovazione di cui il mondo ha bisogno non si misura solo in base alla quantità di grano prodotto, ma anche alla tutela della dignità umana che Dio ha donato a ciascuno di noi e all’integrità dell’ecosistema che siamo chiamati a preservare”.

Passando all'analisi della crisi alimentare su scala globale, il pontefice ha denunciato la natura strutturale e politica delle diseguaglianze distributive, sottolineando come le carenze non dipendano da fattori geografici o fatalità: “fame non può essere considerata un’anomalia statistica, poiché è causata principalmente dalla mancanza di volontà politica e di solidarietà collettiva. Né le carenze alimentari sono geograficamente inevitabili. Infatti, in un’epoca caratterizzata da un progresso tecnologico senza precedenti, è intollerabile che il pane sia considerato un privilegio e l’acqua una merce contesa”.

Il messaggio di Papa Leone si chiude con un appello vincolante rivolto alle istituzioni sovranazionali e ai singoli governi: “L’accesso regolare a un’alimentazione sicura, adeguata e sufficiente, in linea con la dignità di ogni persona è un diritto umano fondamentale. Garantire questo diritto è un obbligo di giustizia che vincola sia i singoli Stati che la comunità internazionale”.

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