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  • Prima Notizia 24
  • Milano - Venerdì 16 Ottobre 2026, 16:45

Arte contemporanea a Milano, alla Fondazione Elpis debutta "Raptor del Sol" di Carlota Gadea Marqués

Negli spazi del Basement della Lavanderia la personale curata da Threes Productions tra mito, vulcani e installazioni immersive. L'esposizione sarà aperta al pubblico fino al 31 gennaio 2027.

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Un percorso espositivo che intreccia mitologia antica, tensioni ambientali e ricerca sonora. La Fondazione Elpis ospita negli spazi del Basement della Lavanderia la mostra personale dell'artista e compositrice spagnola Carlota Gadea Marqués, intitolata Raptor del Sol e curata da Threes Productions, aperta ai visitatori fino al 31 gennaio 2027.

L'itinerario concettuale prende le mosse dal mito dei Guanci legato a Guayota, la figura demoniaca imprigionata nelle sviscere del vulcano Teide dopo aver sequestrato il Sole e condannato il territorio a una perenne aridità, trasformando la ricerca dell'acqua in un'esplorazione simbolica della vita stessa.

A illustrare le articolazioni dell'intervento site-specific articolato in tre distinti ambienti è Ruggero Pietromarchi, fondatore e direttore artistico di Threes: "Questo è il quarto appuntamento di Basement e siamo molto felici di avere Carlota Gadea Marquez, un’artista spagnola che ha presentato un progetto inedito: Raptor del Sol è un progetto site-specific che si disloca nei tre ambienti del Basement.

Al centro abbiamo una serie di dipinti, dipinti astratti che riprendono la forma di questa figura mitica del Guayote, questa figura demoniaca che si relaziona con il vulcano, altro tema molto presente nel progetto espositivo di Carlota, quindi figure astratte ma allo stesso tempo estremamente materiche.

Dopodiché si passa alla grande produzione di Carlota che è un video di circa dieci minuti girato tra le varie isole Canarie da Lanzarote a La Palma, che racconta questa presenza del vulcano, questa potenza distruttrice e allo stesso tempo fautrice di vita, quindi c’è questa tensione tra la vita e la morte, riportata anche in una dimensione contemporanea tecnologica con questi macchinari che si aggirano quasi fossero marziani.

Infine il percorso si conclude con un’installazione immersiva con al centro un minerale che lei ha preso ispirandosi a questa collezione di minerali del Museo di Storia Naturale di Madrid, illuminato da questa luce anche qui quasi marziana, quindi creando questa situazione immersiva, distopica, con questo soundscape che prende proprio ispirazione dalle frequenze di questi minerali".

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