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  • Roma - Venerdì 3 Luglio 2026

Chiara Guerra uccisa dal nipote 17enne, folla ai funerali. Gli alunni: "Grazie per aver creduto in noi"

La comunità di San Stino di Livenza ha dato l'ultimo saluto a Chiara Guerra, insegnante uccisa dal nipote, con commoventi tributi degli studenti.

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Una chiesa gremita, il dolore di un'intera comunità e, tra i banchi, i volti dei suoi studenti. San Stino di Livenza si è fermata questa mattina, venerdì 3 luglio, per l'ultimo saluto a Chiara Guerra, l'insegnante di 52 anni uccisa a coltellate dal nipote 17enne lo scorso 11 giugno. In tanti hanno raggiunto la chiesa parrocchiale del comune in provincia di Venezia per partecipare ai funerali. Accanto ai familiari e agli amici c'erano anche numerosi ragazzi dell'istituto comprensivo Rita Levi Montalcini, dove la donna insegnava lettere. Il sindaco Gianluca De Stefani ha proclamato il lutto cittadino per l'intera durata della cerimonia. La sera precedente, nella stessa chiesa, era stato recitato il Santo Rosario in memoria della 52enne. Dopo il rito funebre è prevista la tumulazione nel cimitero cittadino.

L'ultimo saluto degli studenti

Uno dei momenti più commoventi della cerimonia è arrivato quando alcuni ragazzi della seconda A hanno preso la parola per ricordare la loro insegnante. Davanti alla chiesa gremita, gli studenti hanno affidato il loro addio a parole di affetto e riconoscenza. "Grazie per aver creduto in ciascuno di noi, per tutto il tempo che ci ha donato. Oggi le diciamo addio con le lacrime agli occhi, ma anche con tanta gratitudine nel cuore. Faremo del nostro meglio per renderla orgogliosa". Per i ragazzi è ancora difficile accettare l'idea di non vedere più la professoressa entrare in aula. "Ancora oggi facciamo fatica a credere che non entrerà più in classe. Ci ha insegnato che ogni giorno va vissuto con coraggio, rispetto e gratitudine e oggi quelle parole risuonano tra di noi".

"La scuola non è solo un luogo dove si studia"

Nel ricordo degli alunni, Chiara Guerra era un'insegnante capace di unire il rigore alla vicinanza. A volte poteva sembrare severa, hanno raccontato, ma dietro quella severità c'era sempre l'attenzione per i suoi ragazzi e il desiderio di aiutarli a crescere. "Trovava sempre tempo per un consiglio, una parola. Ci sembrava severa, ma oggi sappiamo che lo faceva per noi. Grazie per ogni spiegazione, per ogni parola quando ne avevamo bisogno". Gli studenti hanno ricordato soprattutto il modo in cui la loro insegnante era riuscita a farli sentire parte di una comunità. "Ci ha insegnato che la scuola non è un luogo solo dove si studia, ma dove si sta insieme. Ci mancherà la sua voce e ci mancherà la sua gentilezza". Un insegnamento che, hanno promesso, continuerà ad accompagnarli anche negli anni futuri. "Ci mancherà il suo modo di far sentire la scuola un luogo dove si è accolti. Ogni volta che raggiungeremo un traguardo ci ricorderemo di lei".

Il parroco: "Non è un evento da cogliere per fare spettacolo"

A celebrare i funerali è stato don Alberto Arcicasa. Durante l'omelia, il sacerdote ha invitato tutti ad affrontare una tragedia così dolorosa con rispetto, evitando che una morte violenta possa trasformarsi in spettacolo. "Cosa ci insegna questa storia? Innanzitutto il rispetto, perché la morte, specie quando avviene in questo modo, è una tragedia per tutti. Non è un evento da cogliere per fare spettacolo. È un evento che chiede rispetto, tanto, per Chiara e anche per la famiglia". Il parroco ha voluto così riportare al centro della cerimonia la persona, il dolore dei suoi cari e la sofferenza di una comunità ancora sconvolta per quanto accaduto.

"Sotto quel telo c'è una persona"

Don Arcicasa ha poi richiamato un gesto antico che accompagna la morte, quello di coprire il corpo con un velo. "Normalmente quando c'è una morte, violenta o naturale, il primo gesto fatto da chi è vicino è quello di coprire la persona con un velo". Un gesto che, ha spiegato il sacerdote, non nasce dalla paura. "Non per paura, ma per rispetto, perché sotto quel telo c'è una persona fatta a immagine di Dio, che ha una dignità e nessuno può permettersi di toglierla". Parole rivolte alla memoria di Chiara Guerra, ma anche a chi è rimasto e deve fare i conti con le conseguenze di una tragedia che ha colpito la stessa famiglia.

"Una famiglia colpita da un duplice dolore"

Nella sua omelia il parroco ha rivolto un pensiero anche ai familiari della 52enne. "Oggi noi siamo qui con un profondo rispetto per Chiara, ma anche per Roberto e la sua famiglia, colpiti da un duplice dolore". Prima dell'inizio della funzione, la chiesa era rimasta raccolta per alcuni minuti in silenzio. Proprio quel silenzio, secondo don Arcicasa, ha rappresentato il modo più autentico per avvicinarsi a una vicenda tanto dolorosa. "Il silenzio che ha anticipato la celebrazione dimostra questo rispetto".

Il lutto di San Stino di Livenza

La morte di Chiara Guerra ha profondamente scosso San Stino di Livenza e il mondo della scuola. Questa mattina la comunità si è stretta attorno alla famiglia della 52enne, mentre i suoi alunni hanno scelto di ricordarla non soltanto per le lezioni impartite in classe, ma per ciò che aveva insegnato loro sulla vita. Coraggio, rispetto e gratitudine: sono le parole che i ragazzi hanno voluto portare con sé nell'ultimo saluto. E la promessa affidata alla loro insegnante è stata semplice: continuare a impegnarsi e ricordarsi di lei ogni volta che raggiungeranno un nuovo traguardo.

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