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- Roma - Venerdì 3 Luglio 2026
Trump si finge medico in un video AI e "cura" le star dalla sindrome anti-tycoon: da De Niro a Julia Roberts
Donald Trump utilizza un video AI per "curare" celebrità critiche, trasformandole in pazienti affetti dalla "sindrome anti-Trump".
Camice bianco, stetoscopio al collo e una terapia molto particolare per guarire i suoi avversari. Donald Trump torna a utilizzare l'intelligenza artificiale per colpire chi lo critica e questa volta veste i panni di un medico alle prese con alcune delle star più famose di Hollywood. Il presidente americano ha pubblicato sui social un video generato con l'AI nel quale compaiono versioni artificiali di Robert De Niro, Julia Roberts, Whoopi Goldberg, Rosie O'Donnell, Edward Norton e John Leguizamo. Tutti personaggi che, nella vita reale, hanno espresso in più occasioni posizioni molto dure nei suoi confronti. Nel filmato, però, i ruoli vengono ribaltati. Le celebrità diventano pazienti affetti dalla cosiddetta "Trump Derangement Syndrome", la "sindrome da delirio anti-Trump", e raccontano davanti alla telecamera di essere finalmente sulla strada della guarigione grazie alle cure del "Dottor Trump".
Trump diventa medico: "Ho un piano di cura"
Il filmato, della durata di circa un minuto e mezzo, è costruito come la pubblicità di un trattamento medico. "Voi o qualcuno che conoscete avete ricevuto una diagnosi di TDS? I sintomi possono essere implacabili", chiede la versione di Trump creata con l'intelligenza artificiale. Subito dopo il presidente si presenta come la persona in grado di risolvere il problema. "Fortunatamente sono il Dottor Trump e ho un piano di cura. Sentiamo che cosa hanno da dire alcuni dei miei pazienti". A quel punto sullo schermo iniziano ad apparire le versioni deepfake delle star scelte come bersaglio della provocazione. Il video, pubblicato il 2 luglio, ha rapidamente attirato l'attenzione sui social e si è avvicinato al milione di visualizzazioni su X.
De Niro: "Non riuscivo a mangiare né a dormire"
Tra i primi "pazienti" compare Robert De Niro, da anni uno dei critici più accesi di Trump. La sua versione artificiale racconta gli effetti devastanti della presunta sindrome. "Non riuscivo a mangiare, non riuscivo a dormire, ero costantemente arrabbiato", dice il falso De Niro. "Rendevo infelici tutti quelli che mi stavano intorno". La scelta dell'attore non è casuale. Nella realtà De Niro ha attaccato ripetutamente il presidente americano, arrivando a definirlo una "minaccia esistenziale per le nostre libertà e la nostra sicurezza". Di recente, durante il concerto di protesta "Rise Up, Sing Out" alla Town Hall di New York, l'attore era tornato a criticare duramente la politica americana e le guerre che, a suo giudizio, avrebbero causato migliaia di vittime innocenti e la sofferenza di milioni di persone.
Whoopi Goldberg: "Pensavo di essere un caso disperato"
Nel video compare anche Whoopi Goldberg. "Pensavo davvero di essere un caso disperato e che questa cosa avrebbe condizionato il resto della mia vita", afferma la sua versione deepfake. "Ma dopo aver seguito il piano di cura, riesco a vedere la differenza". Anche Goldberg è da tempo una voce molto critica nei confronti del tycoon. Nel 2024 aveva sostenuto che Trump volesse diventare un "dittatore a vita", utilizzando più volte il programma "The View" per contestare le sue posizioni politiche.
Julia Roberts: "Sono invecchiata di vent'anni"
Tra le celebrità trasformate in pazienti c'è anche Julia Roberts. La sua versione artificiale sostiene di sentirsi profondamente cambiata a causa della fantomatica malattia. "Mi sembra di essere invecchiata di vent'anni negli ultimi due anni", afferma, raccontando di aver iniziato a preoccuparsi per il proprio futuro. Anche Roberts si era schierata contro Trump durante la campagna per le presidenziali del 2024. L'attrice aveva prestato la voce a un video rivolto alle donne americane, ricordando loro che il voto è una scelta personale, indipendentemente dalle decisioni del marito o degli altri familiari.
Rosie O'Donnell, la nemica di sempre
Nel filmato non poteva mancare Rosie O'Donnell, protagonista di una delle più lunghe faide pubbliche con Donald Trump. Il loro scontro risale al 2006, quando O'Donnell conduceva "The View", ed è proseguito negli anni tra attacchi e dichiarazioni al vetriolo. "Soffro da oltre un decennio e, dopo aver ascoltato il Dottor Trump, comincio a vedere qualche risultato", afferma la sua versione generata dall'intelligenza artificiale. Nella realtà, O'Donnell ha indicato la rielezione di Trump tra le ragioni che l'hanno spinta a trasferirsi in Irlanda. Il presidente, dal canto suo, ha minacciato di revocarle la cittadinanza americana.
La cura: spegnere le fake news e bere Diet Coke
Dopo aver mostrato le testimonianze dei suoi "pazienti", il Dottor Trump rivela la terapia. "La cura è semplice", spiega. "Spegnete le fake news, dite le vostre preghiere e, se mai vi sentite ansiosi, bevete semplicemente una Diet Coke come me. Vedrete una differenza notevole nella vostra vita". Il riferimento alla bevanda non è casuale. La passione di Trump per la Diet Coke è nota da anni ed è diventata uno degli elementi più riconoscibili della sua immagine pubblica. Il video trasforma così gli avversari del presidente in persone che avrebbero bisogno di essere "curate", mescolando satira, propaganda politica e intelligenza artificiale.
Che cos'è la "Trump Derangement Syndrome"
L'espressione "Trump Derangement Syndrome", abbreviata in TDS, viene utilizzata da anni dal presidente e dai suoi sostenitori per descrivere chi, a loro giudizio, sarebbe così ossessionato da Trump da non riuscire più a valutarlo in maniera razionale. Non si tratta naturalmente di una vera patologia medica. La formula viene usata in chiave politica per screditare le critiche degli avversari, presentandole come il risultato di un'ostilità incontrollabile e quasi patologica. Trump ha fatto spesso ricorso a questa espressione e in passato ha persino sostenuto nello Studio Ovale di aver sentito dire che si tratterebbe "davvero di una malattia".
Un'espressione nata ai tempi di Bush
La definizione utilizzata dal tycoon non è completamente nuova. Deriva dalla "Bush Derangement Syndrome", formula coniata nel 2003 dal commentatore conservatore Charles Krauthammer per descrivere quella che considerava una reazione irrazionale e ossessiva nei confronti dell'allora presidente George W. Bush. Con l'ascesa di Trump, l'espressione è stata adattata e trasformata in uno degli slogan più utilizzati dal presidente contro i suoi oppositori. Durante la campagna elettorale del 2024, lo staff del tycoon accusò persino l'allora presidente Joe Biden di soffrire di TDS dopo alcune sue dichiarazioni contro la retorica trumpiana.
I dubbi sull'uso dei volti delle star
Il video ha riaperto anche il dibattito sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale per riprodurre il volto e la voce di persone reali. In questo caso il filmato ha un intento apertamente satirico, ma gli esperti avvertono da tempo sui rischi legati alla diffusione sempre più massiccia di contenuti deepfake. Secondo Henry Ajder, esperto di intelligenza artificiale e manipolazione digitale, anche i video che non nascono con intenzioni apertamente dannose possono contribuire a "inquinare lo spazio dell'informazione". Il problema riguarda soprattutto la crescente difficoltà nel distinguere ciò che è realmente accaduto da ciò che è stato interamente costruito da un algoritmo.
Il rischio di confondere realtà e finzione
A preoccupare gli esperti non è necessariamente il singolo video, ma la quantità di contenuti artificiali che ogni giorno finiscono sui social. Il consulente Matt Navarra ha sottolineato che soprattutto i più giovani possono trovarsi davanti, nello stesso feed, immagini d'archivio autentiche e filmati completamente falsi. "Un singolo video sciocco probabilmente non riscrive la storia, ma migliaia di filmati sintetici possono lentamente confondere la memoria visiva", ha spiegato. Ed è proprio su questo confine sempre più sottile tra realtà e finzione che si muove l'ultima provocazione di Donald Trump: i suoi critici diventano pazienti, l'intelligenza artificiale mette loro in bocca parole mai pronunciate e il presidente, ancora una volta, assegna a se stesso il ruolo dell'unico uomo capace di "guarirli".
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