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  • Roma - Venerdì 3 Luglio 2026

Aerei, Volotea fa causa a Ita Airways: "Il nome Volare è nostro, gli italiani non devono usarlo"

Volotea ha citato in giudizio Ita Airways per l'uso del nome "Volare", chiedendo un risarcimento di 450mila euro, contestando la registrazione del marchio.

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Una parola italianissima e strettamente legata al mondo dell'aviazione finisce al centro di una battaglia legale internazionale. Volotea ha portato in tribunale Ita Airways per l'utilizzo del nome "Volare", chiedendo un risarcimento di almeno 450mila euro. A scontrarsi sono la compagnia low cost spagnola e il vettore italiano. Il motivo è la scelta dello stesso nome per due prodotti differenti: da una parte la rivista digitale di Volotea, dall'altra il vecchio programma fedeltà di Ita Airways. La disputa si gioca su due fronti. Un procedimento è stato avviato davanti al Tribunale di Alicante, mentre un secondo contenzioso è arrivato al Tribunale della Corte di giustizia dell'Unione europea. La questione di fondo è stabilire fino a che punto una compagnia aerea possa rivendicare l'uso esclusivo di una parola comune come "Volare", soprattutto in un settore nel quale il termine richiama direttamente l'attività svolta.

La rivista di Volotea e il programma fedeltà di Ita

All'origine dello scontro c'è una coincidenza di nomi. Volotea utilizza "Volare" per la propria rivista digitale, nata poco dopo la fondazione della compagnia low cost nel 2011. Dieci anni più tardi, nel 2021, Ita Airways ha scelto lo stesso nome per il proprio programma fedeltà. Per alcuni anni, quindi, nel settore del trasporto aereo sono esistiti due prodotti chiamati "Volare", anche se con funzioni molto diverse: una pubblicazione digitale da una parte e un sistema di fidelizzazione dei passeggeri dall'altra. Secondo la compagnia spagnola, però, l'utilizzo fatto dal vettore italiano avrebbe violato i suoi diritti sul marchio.

La causa contro Ita Airways

Nel 2025 i legali di Volotea hanno deciso di passare alle vie giudiziarie. La compagnia spagnola ha citato in giudizio Italia Trasporto Aereo, la società capogruppo di Ita Airways, e Volare Loyalty, la controllata che gestiva il programma fedeltà. Secondo la low cost, il nome sarebbe stato utilizzato senza averne diritto. La vicenda presenta anche un aspetto singolare: Volotea e Ita Airways non sono soltanto avversarie in tribunale. Le due compagnie hanno infatti siglato di recente un accordo commerciale sui voli. La collaborazione, però, non ha fermato la battaglia sul marchio.

Volotea chiede almeno 450mila euro

La richiesta avanzata dalla compagnia spagnola non riguarda soltanto la cessazione dell'utilizzo del nome. Volotea pretende anche un risarcimento di circa 450mila euro. La cifra potrebbe non essere definitiva. L'importo dovrà infatti essere integrato con quanto eventualmente stabilito nel corso del procedimento. Una parte della richiesta della compagnia spagnola è ormai superata dai fatti. Ita Airways ha infatti già smesso di utilizzare "Volare" come nome del proprio programma fedeltà. Dopo l'ingresso nell'orbita Lufthansa, il riferimento per i passeggeri è diventato Miles & More. Lo scontro, quindi, riguarda ormai soprattutto il passato e l'eventuale danno economico che Volotea sostiene di aver subito negli anni in cui i due marchi hanno convissuto.

Ita respinge le accuse e contrattacca

Ita Airways non ha intenzione di accettare le richieste della compagnia spagnola. Il vettore italiano respinge le accuse e ha reagito presentando una "domanda riconvenzionale". In sostanza, Ita non si è limitata a difendersi dalle contestazioni, ma ha avanzato a sua volta una richiesta autonoma nei confronti di Volotea. I dettagli della controffensiva legale non sono stati resi noti. Contattate per chiarire le rispettive posizioni, le due compagnie non hanno voluto rilasciare ulteriori commenti sulla vicenda.

La battaglia arriva anche in Europa

Il procedimento davanti al Tribunale di Alicante non è l'unico fronte aperto. Volotea ha portato la questione anche davanti al Tribunale della Corte di giustizia dell'Unione europea. In questo caso, nel mirino della compagnia spagnola non c'è soltanto Ita Airways. La low cost contesta anche la decisione dell'Euipo, l'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale, che aveva dato il via libera alla registrazione del marchio "Volare". Secondo Volotea, quell'autorizzazione non avrebbe dovuto essere concessa.

L'accusa all'Ufficio europeo per la proprietà intellettuale

La tesi della compagnia spagnola è che nel settore del trasporto aereo esistesse già un nome simile. Per questo, secondo Volotea, l'Euipo avrebbe sbagliato a consentire la registrazione del marchio utilizzato da Ita Airways. La compagnia chiede ora ai giudici europei di annullare il via libera al deposito del nome. Volotea vuole inoltre che l'Ufficio europeo venga condannato a sostenere le spese del procedimento. La partita giudiziaria diventa così più ampia: non si tratta più soltanto di stabilire se Ita abbia utilizzato un marchio appartenente a un concorrente, ma anche di valutare se la registrazione sia stata autorizzata correttamente.

Si può davvero avere l'esclusiva sulla parola "Volare"?

È proprio questo il punto più delicato dell'intera vicenda. "Volare" è una parola estremamente comune, soprattutto quando viene utilizzata nel settore dell'aviazione. La domanda è quindi se possa essere considerata un marchio sufficientemente distintivo da garantire a una società un diritto esclusivo. Secondo due legali esperti della materia, la posizione di Volotea non sarebbe particolarmente forte. Il termine "Volare", proprio per il suo significato immediatamente collegato al trasporto aereo, sarebbe difficilmente monopolizzabile. In altre parole, la compagnia spagnola potrebbe avere difficoltà a dimostrare che nessun altro operatore del settore abbia il diritto di utilizzare quella parola.

Perché Ita potrebbe essere favorita

A giocare a favore della compagnia italiana c'è anche un altro elemento. Ita Airways non utilizza più il marchio "Volare" per il proprio programma fedeltà. Il passaggio a Miles & More è avvenuto per ragioni commerciali e rende ormai inutile una parte delle richieste avanzate dalla compagnia spagnola. Non c'è più, infatti, un utilizzo attuale del nome da interrompere. La causa si concentra quindi sull'eventuale danno subito da Volotea nel periodo in cui il programma fedeltà di Ita portava lo stesso nome della sua rivista digitale.

Il nodo del danno economico

Per ottenere il risarcimento richiesto, Volotea dovrà dimostrare di aver subito un danno reale. Ed è proprio questo, secondo gli esperti, uno dei passaggi più complessi della causa. La compagnia spagnola dovrà provare che l'utilizzo del nome "Volare" da parte di Ita Airways abbia creato una concreta confusione o prodotto conseguenze economiche negative. Non basterà quindi dimostrare la semplice esistenza di due prodotti con lo stesso nome. La battaglia legale tra le due compagnie si gioca ora proprio su questo terreno. Da una parte Volotea rivendica la priorità nell'utilizzo del marchio e chiede almeno 450mila euro. Dall'altra Ita respinge ogni accusa e contrattacca. A decidere saranno i giudici, chiamati a stabilire se una delle parole più conosciute della lingua italiana possa davvero diventare, almeno nel mondo dell'aviazione, proprietà esclusiva di una compagnia aerea.

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