
- Prima Notizia 24
- Milano - Domenica 25 Ottobre 2026, 12:50
Lega, il congresso delle scelte: Salvini chiede fiducia, dai territori arriva la richiesta di cambiare
Al congresso della Lega a Milano, si discute su come riconquistare gli elettori persi, con Salvini che chiede fiducia e Garavaglia propone un cambio di metodo.
di Luca Ferrante
La domanda attraversa gli interventi e riporta il congresso al suo nodo politico: come riconquistare gli elettori che si sono allontanati? All’Allianz MiCo di Milano la Lega discute la propria guida, ma anche la direzione da prendere. Matteo Salvini chiede ai delegati di rinnovargli la fiducia; Massimo Garavaglia propone un cambio di metodo. Intorno, il confronto tra chi rivendica una linea combattiva e chi insiste sul peso dei territori e degli amministratori. Il voto per la segreteria è previsto a scrutinio segreto.
Salvini porta davanti alla platea una richiesta di chiarezza dopo mesi di discussioni sulla leadership. Ringrazia lo sfidante per il confronto, ma indica nel congresso la sede in cui affrontare le divergenze. Rivendica inoltre la collocazione europea nei Patrioti e la necessità di cambiare profondamente l’Unione. Sul passato pronuncia un’autocritica netta: «Mi pento amaramente» dell’ingresso nel governo Draghi con il Pd, assumendosi la responsabilità di quella scelta. Attacca anche una parte della stampa e rivendica la decisione di tenere i giornalisti in una sala separata dai delegati.
Garavaglia concentra la propria proposta sul recupero del consenso. Per risalire, sostiene, servono ascolto, responsabilità distribuite e valorizzazione delle persone cresciute nel movimento. Respinge una collocazione all’estrema destra, difende la credibilità della squadra di governo e indica in Giorgetti il riferimento economico. Ai delegati promette assenza di ritorsioni e chiede un voto libero.
Il ministro dell’Economia mette a sua volta in guardia dall’autocompiacimento. Giorgetti riconosce le difficoltà del partito e invita a coinvolgere maggiormente chi ha dimostrato di saper raccogliere voti sul territorio. Il suo richiamo è a una forza capace di conservare iniziativa politica anche quando governa: la permanenza nelle istituzioni, avverte, può indebolire la capacità di mobilitazione.
È il tema emerso già nella prima giornata con Massimiliano Romeo. Il segretario lombardo ha spostato l’attenzione dalle dispute interne agli elettori perduti, chiedendo di affiancare al leader una squadra che valorizzi i governatori. Attilio Fontana ha condiviso il richiamo alle radici e le riserve sullo spostamento a destra. Marco Dreosto ha invece contestato che contrasti interni possano tradursi nella messa in discussione del segretario.
Silvia Sardone sollecita una Lega più combattiva e chiede di chiudere le polemiche quotidiane contro il leader. Il presidente della Camera Lorenzo Fontana richiama invece la dimensione popolare del movimento e la trasmissione della sua identità alle nuove generazioni. Alessandra Locatelli e Giuseppe Valditara insistono sull’unità: per entrambi le divisioni rischiano di danneggiare l’intera comunità politica.
Una prima risposta organizzativa è già arrivata: il congresso ha approvato una segreteria politica composta da un massimo di nove membri, nominati e revocati dal segretario federale. Calderoli ha presentato la modifica come uno strumento per rafforzare collegialità e gioco di squadra. Resta ora la scelta politica affidata ai delegati: chi guiderà la Lega e con quale equilibrio tra leadership, territori e responsabilità di governo.
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