L'Esercito governativo e gli alleati della Repubblica Democratica del Congo hanno riconquistato la città di Kitshanga, nella regione del Nord Kivu, in seguito alla ripresa dei combattimenti contro i miliziani ribelli del Movimento 23 Marzo (M23), che hanno lanciato un'altra offensiva.
Stando a quanto riferiscono fonti stampa sui social, stamani i ribelli hanno lanciato un attacco contro cinque villaggi nelle vicinanze della città di Mweso, sull'arteria principale della provincia. Fonti di Kinshasa fanno sapere che gli attacchi sono avvenuti dopo l'arrivo di rinforzi forniti dal Ruanda.
Il 20 giugno, nel corso di una riunione a Nairobi, i Capi di Stato della Comunità dell’Africa orientale (Eac), avevano dato il loro via libera alla creazione di un'esercito regionale per fare fronte ai gruppi armati situati lungo la parte occidentale della Repubblica Democratica del Congo.
Lo scorso weekend, ad Addis Abeba, durante la riunione svoltasi a margine del vertice dell'Unione Africana, la Comunità ha chiesto nuovamente il cessate il fuoco, ma nel contempo ha fatto anche sapere che la forza regionale sarà schierata "al completo", in modo da dare sostegno all'Esercito congolese impegnato contro i ribelli. L'Eac ha anche chiesto alle autorità di favorire il rimpatrio dei rifugiati congolesi stanziati in Ruanda.
Recentemente, il portavoce dei ribelli di M23 ha lanciato un'accusa contro le autorità, secondo cui queste ultime starebbero attaccando le posizioni nonostante il loro annuncio di volersi ritirare. Al Forum di Davos, il Presidente della Rdc, Felix Tshisekedi, ha però affermato che i ribelli non si stanno ritirando dai territori occupati, ma “spostando e ridistribuendo in altre aree”.
Secondo i ribelli, Tshisekedi preferirebbe “distruggere l’M23” piuttosto che porre fine al conflitto in modo pacifico.
Intanto, le persone stanno continuando a fuggire dalle zone orientali teatro degli scontri: nel corso delle ultime settimane, in moltissimi sono scappati verso Mweso. Stando ai dati in possesso alle Nazioni Unite, l'anno scorso oltre 400 mila persone hanno lasciato le loro case a causa del conflitto.
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