
- Prima Notizia 24
- Roma - Giovedì 15 Ottobre 2026, 16:05
Consiglio Europeo, scontro sul prossimo bilancio Ue: Merz chiede tagli, l'Italia riunisce gli "Amici della Coesione"
Incertezza a Bruxelles sulle risorse del Quadro Finanziario Pluriennale. Sul fronte ucraino Olanda sollecita più aiuti militari, mentre Tajani propone un portavoce unico per l'Unione.
I lavori del Consiglio Europeo si aprono in un clima di forte contrapposizione politica sul futuro finanziario dell'Unione Europea.
Arrivando al vertice dei capi di Stato e di Governo a Bruxelles, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha delineato un quadro di complessa trattativa: "Siamo impegnati in negoziati molto difficili sul futuro finanziario dell’Ue", ha affermato il leader di Berlino, rimarcando come si sia ancora "lontani da un accordo all’unanimità" e sostenendo fermamente che occorra "ridurre il bilancio comune", in aperto contrasto con le richieste di maggiore spesa avanzate da altri Stati membri.
Sulla complessità del dibattito contabile è intervenuta anche la presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, confermando che l'Eurocamera "sarà un alleato" nella ricerca di una mediazione, pur avvertendo che "non è una maggioranza facile da raggiungere" considerato che servono 361 voti per la maggioranza assoluta e che "le distanze non sono mai state così grandi".
Sul tema dell'energia la presidente ha poi sottolineato l'esigenza di "concentrarsi sulla riduzione dei prezzi", indicando in "un approfondimento delle nostre partnership" lo strumento principale per raggiungere l'obiettivo.
A fare da contrappeso alla linea del rigore si è mossa l'iniziativa diplomatica promossa da Italia e Romania, che hanno riunito il coordinamento dei diciassette paesi "Amici della Coesione". "Mentre i negoziati sul prossimo quadro finanziario pluriennale entrano in una fase decisiva, restiamo uniti nel chiedere un bilancio dell’Ue ambizioso, equo ed equilibrato, in grado di affrontare le nuove sfide salvaguardando al contempo le politiche fondamentali dell’Unione basate sui trattati", si legge nel documento finale approvato dal blocco.
La dichiarazione congiunta fissa la difesa dell'entità del bilancio comunitario, la tutela delle risorse per la Coesione e l'Agricoltura, la richiesta di un sistema di entrate più proporzionato e il rifiuto netto di sconti sui contributi nazionali, affermando che "le correzioni preferenziali basate sul reddito nazionale lordo non hanno posto in un bilancio Ue modernizzato ed equo".
Sulla stessa linea la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che via social ha confermato l'impegno comune per "risorse sufficienti per affrontare tutte le priorità comuni", la salvaguardia dei finanziamenti e la fine dei rebate nazionali.
I temi della sicurezza e del conflitto in Ucraina hanno occupato un'altra porzione centrale del vertice. Il premier olandese Rob Jetten ha rivolto un appello ai partner comunitari: "Invito tutti i leader europei a fare di più, sia sul piano finanziario che su quello militare e non militare, perché molti Paesi europei sono indietro nel sostegno all’Ucraina: diamo un’accelerata ai nostri sforzi e assicuriamoci che possano vincere questa guerra insensata", annunciando un nuovo pacchetto di aiuti militari da 500 milioni di euro fornito da Amsterdam.
L'Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue, Kaja Kallas, ha voluto evidenziare le differenze strategiche con gli Stati Uniti, ribadendo che l'Unione "ha un approccio diverso" poiché si ritiene necessario "fare pressione sull’aggressore, perché ponga fine al conflitto, e non sulla vittima perché si arrenda".
A margine delle riunioni, infine, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha proposto la creazione di una rappresentanza politica unitaria per il dossier ucraino: "L’importante è che l’Europa abbia un portavoce abilitato a trattare a nome e per conto dell’intera Unione. Serve che l’Europa, per contare di più, abbia un portavoce di tutti. L’importante è che lo si decida in termini rapidi", precisando che la scelta — che potrebbe ricadere anche sul presidente del Consiglio europeo Antonio Costa — deve essere largamente condivisa per evitare che la posizione dell'Unione appaia indebolita.
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