Criptovalute: è sempre più Bitcoin mania, al via in Turchia gli acquisti in cash
L'uso di criptovaluta diventa sempre più frequente a livello globale, non solo come mero asset di investimento ma invece di valuta fiat, per effettuare pagamenti digitali.
(Prima Notizia 24)
Giovedì 20 Gennaio 2022
Roma - 20 gen 2022 (Prima Notizia 24)
L'uso di criptovaluta diventa sempre più frequente a livello globale, non solo come mero asset di investimento ma invece di valuta fiat, per effettuare pagamenti digitali.


Naturalmente, anche sotto questo profilo, a far la voce grossa rispetto ad altri sottostanti meno conosciuti è il Bitcoin: aumentano, infatti, i paesi che adottano una sorta di doppia circolazione di moneta, affiancando in specifiche transazioni anche l'uso dei token. L'esperienza più recente, in tal senso, è quella intrapresa dal Governo Turco, spinto dall'iper-svalutazione della sua Lira che non trova più difesa in alcuna manovra della Banca Centrale: il processo iniziato nel 2018, ha subito una cambio di marcia molto repentino e attualmente, grazie all'iniziativa NakitCoins -coin in contante- è possibile cambiare valuta fiat in BTC.

Dall'inizio dell'anno il Bitcoin è stato interessato da un deciso incremento di volatilità e, di conseguenza, il suo prezzo ha registrato una correzione non di poco conto; tuttavia sul medio e lungo termine notizie come quella appena citata dovrebbero avere effetti positivi sui corsi del token. Una maggiore diffusione delle transazioni in criptovaluta, infatti, potrebbe dare il via a nuove bull run, in quanto il fenomeno sembrerebbe in fase di sviluppo. Chi ha visitato la Turchia recentemente, non può non aver notato la presenza capillare di cambiavalute, anche in zone periferiche della città: e se è vero che è un'abitudine consolidata di questo popolo fare riserva in moneta forte per fronteggiare l'iperinflazione che da sempre affligge il paese, è altrettanto vero che è in stato avanzato una proposta di legge che sancisca la regolamentazione delle riserve degli exchange.

Bitcoin: modalità di accesso al mercato

 

Investire una piccola parte del proprio capitale in Bitcoin puntando su ulteriori apprezzamenti dell'asset è una buona idea per tutti quei risparmiatori che, in possesso di un profilo di rischio elevato, possono immobilizzare liquidità per orizzonti temporali molto lunghi. In questi casi il canale di accesso al mercato più funzionale è rappresentato dagli exchange di criptovalute, piazze virtuali decentralizzate che hanno il compito di far incrociare domanda e offerta sul sottostante. Una volta effettuata la conversione, il Bitcoin deve essere custodito in un portafogli digitale: è facoltà dell'investitore utilizzare un dispositivo hardware o software, ma è bene precisare che di solito gli hot-wallet sono messi liberamente a disposizione degli utenti dalle stesse società di exchange.

Per sfruttare le oscillazioni di prezzo del Bitcoin sui time frames più veloci, è possibile aprire un conto trading presso un broker online e negoziare i Contratti per Differenza sui token. Si tratta di particolari derivati che replicano il prezzo del sottostante e consentono di utilizzare il meccanismo di short selling e della leva finanziaria, due funzionalità mediante le quali si può speculare sulle mini tendenze che sviluppa l'asset sia al rialzo sia al ribasso. Gli intermediari finanziari in questione, inoltre, rilasciano ai propri utenti una piattaforma di trading gratuita, equipaggiata con interfaccia grafica e dashboard per la gestione degli ordini, strumenti fondamentali per analizzare la struttura dei prezzi di Bitcoin e muoversi rapidamente sul mercato.

Bitcoin: trattamento fiscale delle plusvalenze

 

È opportuno evidenziare che questi due canali di accesso al mercato presentano delle differenze nel trattamento fiscale di eventuali gain, generati dall'operatività sul sottostante. Il contratto per differenza è considerato un derivato e genera plusvalenze -o minusvalenze- appartenenti ai redditi diversi, pertanto ai profitti va applicata l'imposta del 26%.

Al momento, invece, la detenzione di token non è considerata dal Regolatore attività speculativa, di conseguenza i guadagni generati dall'acquisto diretto di criptovaluta non sono gravati da tassazione, purché il controvalore dell'asset non superi 51645 Euro -tale soglia può essere violata, non oltre i 7 giorni consecutivi-. Bisogna però tener presente che si tratta di un settore in costante aggiornamento normativo: è recente, ad esempio, la comunicazione da parte dell'Agenzia delle Entrate sull'obbligo di segnalazione delle giacenze in valuta digitale mediante quadro RW.


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