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  • Bari - Martedì 20 Ottobre 2026, 15:45

Crisi dei trasporti e caro carburanti, l'Italia del Sud è paralizzata: scaffali vuoti, prezzi schizzati e allarme per i farmaci

I presidi dei camionisti bloccano le arterie stradali dalla Campania alla Sicilia: la filiera agroalimentare è al collasso e scarseggiano i beni di prima necessità. A Milano il vertice tra il ministro Salvini e le associazioni di categoria.

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Scaffali svuotati nei supermercati, derrate alimentari deperite nei magazzini, listini di vendita alle stelle e rischi concreti di interruzione per le forniture di farmaci ed elettrodomestici.

È l'effetto drammatico dei presidi organizzati dagli autotrasportatori contro l'impennata del costo dei carburanti, che da giorni stanno paralizzando la viabilità primaria e i collegamenti logistici nel Mezzogiorno, con impatti diretti che si estendono dalla Campania alla Sicilia, coinvolgendo Puglia, Calabria, Basilicata, Molise e Abruzzo. Lo rifersice Il Messaggero.

Nel Salernitano le manifestazioni interessano i principali svincoli dell'autostrada A2 del Mediterraneo tra Polla, Atena Lucana, Sala Consilina e Eboli, mentre in Sicilia il blocco del traffico merci riguarda gli snodi strategici di Palermo e della statale Agrigento-Palermo. Rallentamenti e presidi selettivi sui mezzi pesanti si registrano anche lungo la fascia tirrenica della Calabria e le arterie di collegamento lucane e abruzzesi.

La paralisi della catena di distribuzione ha fatto precipitare la filiera agroalimentare in una crisi senza precedenti, riducendo al minimo le giacenze di beni di prima necessità nei punti vendita.

A Catanzaro si segnala la carenza di latte, farina e pesce fresco, in Sicilia scarseggiano carne, pasta e acqua minerale, mentre negli allevamenti di Abruzzo e Molise la mancata consegna dei mangimi rischia di compromettere la nutrizione del bestiame.

Secondo le stime diffuse da Confcommercio, soltanto in Sicilia cinque giorni di blocco hanno generato danni per circa 50 milioni di euro alla grande distribuzione.

L'impatto economico si sta trasferendo direttamente sui consumatori: al Centro Agroalimentare di Roma i prezzi di datterini e pomodori siciliani sono triplicati su base annua, costringendo gli operatori a importare pomodori dall'Albania e peperoni dalla Spagna per ovviare alla penuria di prodotto locale.

Allarmi analoghi provengono dall'associazione dei rivenditori di elettrodomestici Aires per i ritardi nelle consegne a domicilio e dal comparto sanitario per le possibili rotture di stock nelle farmacie.

Mentre sul territorio si intensificano le proteste, a Milano si tiene il vertice decisivo tra il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e i rappresentanti nazionali delle sigle dell'autotrasporto per cercare una mediazione e scongiurare lo stop totale dei servizi minacciato da Trasportounito, che chiede un adeguamento tariffario del 15% per compensare il caro gasolio.

Sul tavolo delle trattative l'esecutivo punta a sbloccare circa 430 milioni di euro in crediti d'imposta per calmierare i costi energetici, che si sommerebbero ai 590 milioni già stanziati per il rinnovo della flotta aziendale, oltre al reperimento di un ulteriore pacchetto di risorse d'emergenza stimato tra gli 80 e i 100 milioni di euro per riattivare la circolazione delle merci e ristabilire la regolarità dei rifornimenti su scala nazionale.

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