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  • Prima Notizia 24
  • Roma - Martedì 20 Ottobre 2026, 16:50

Cooperative, l’intesa UN.I.COOP.–UGL Terziario punta su competenze e salari

Formazione, innovazione organizzativa e risultati misurabili al centro dell’Accordo nazionale quadro. Lucia Dello Russo: «Creare nuovo valore per migliorare il trattamento economico dei lavoratori».

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di Marco Silvestri

Far crescere le retribuzioni attraverso un’organizzazione del lavoro più efficiente, competenze aggiornate e una condivisione dei risultati. È il percorso indicato dall’Accordo nazionale quadro sottoscritto l’8 luglio 2026 da UN.I.COOP. e UGL Terziario: un’intesa che punta a collegare la competitività delle imprese cooperative al miglioramento delle condizioni economiche dei lavoratori.

Al centro c’è una questione concreta: come trasformare gli investimenti in formazione e innovazione in benefici riconoscibili anche in busta paga. Per Lucia Dello Russo, presidente nazionale di UN.I.COOP., la contrattazione collettiva può svolgere un ruolo decisivo, accompagnando la crescita delle imprese e definendo gli strumenti per condividerne il valore.

«La Federazione UGL Terziario ha dimostrato lungimiranza nel comprendere che, soprattutto nei settori caratterizzati da bassi livelli di produttività e retribuzioni contenute, il rafforzamento della contrattazione collettiva deve procedere insieme alla capacità di generare nuovo valore», afferma Dello Russo. «Per innalzare stabilmente i salari non basta rivendicare aumenti: occorre creare le condizioni affinché la formazione, l’innovazione organizzativa e la crescita della produttività si traducano in risultati misurabili e in un miglioramento concreto del trattamento economico complessivo dei lavoratori».

L’obiettivo dichiarato è costruire un rapporto tra sviluppo delle cooperative e tutela salariale, attraverso strumenti che consentano di valutare i progressi e collegarli ai riconoscimenti economici previsti dagli accordi applicabili.

«Abbiamo scelto di affrontare una questione decisiva per il futuro del lavoro, superando la contrapposizione tra crescita delle imprese e tutela salariale», prosegue la presidente. «Una contrattazione moderna deve contribuire non soltanto a distribuire il valore esistente, ma anche a creare le condizioni per generarne di nuovo, collegando i risultati conseguiti al miglioramento del Trattamento Economico Complessivo (TEC), anche attraverso premi di risultato e welfare, nel rispetto degli accordi applicabili».

A sostenere il percorso è l’iniziativa del Centro Studi e Ricerca UN.I.COOP., che mette a disposizione un catalogo di 24 corsi trasversali e 47 percorsi specialistici, differenziati secondo le tipologie di cooperative. I temi vanno dall’efficienza dei processi produttivi e organizzativi alla gestione commerciale e distributiva, fino all’intelligenza artificiale, all’utilizzo dei dati, alla sostenibilità e allo sviluppo delle competenze.

La formazione viene così inserita in un processo che prevede anche la verifica dei suoi effetti sul lavoro quotidiano. Contare le ore di lezione e i partecipanti rappresenta soltanto un primo passaggio: il modello punta a capire quanto le competenze acquisite contribuiscano a ridurre le inefficienze, migliorare i servizi e accrescere la capacità produttiva.

Per rendere possibile questa valutazione, il manuale tecnico allegato all’Accordo definisce il quadro operativo per individuare gli indicatori di produttività, applicare le metodologie di calcolo e verificare i risultati. A questo impianto si affianca il Bilancio della Produttività, pensato per documentare gli interventi realizzati, misurare i cambiamenti e rendere trasparente il valore generato. Una base conoscitiva utile anche a orientare le successive scelte aziendali.

Dello Russo auspica che il confronto sull’innovazione contrattuale possa allargarsi ulteriormente. «Questa visione innovativa dovrebbe trovare una sempre maggiore disponibilità al confronto anche a livello confederale. Di fronte alla trasformazione del lavoro e alla necessità di affrontare strutturalmente il problema dei bassi salari, è importante che le organizzazioni rappresentative sappiano valutare con tempestività nuove soluzioni contrattuali. L’innovazione non deve essere vista con diffidenza, ma come un’opportunità per rafforzare la tutela dei lavoratori e la sostenibilità delle imprese».

La prospettiva dell’intesa è dunque quella di accompagnare ogni investimento con una verifica dei risultati, creando le condizioni perché una parte del valore prodotto possa tradursi in un miglioramento economico per chi lavora.

«La strada da percorrere è chiara: investire nelle competenze, innovare l’organizzazione, misurare la produttività e creare le condizioni per condividere una parte del valore prodotto», conclude la presidente di UN.I.COOP. «È così che la contrattazione collettiva può diventare uno strumento concreto di crescita, coniugando competitività delle cooperative e miglioramento del potere d’acquisto dei lavoratori».

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