Sei sicuro di voler sbloccare questo articolo?
Augusto Vasselli è uno dei fondatori di Uldr, di cui è presidente.
Augusto Vasselli è uno dei fondatori di Uldr, di cui è presidente.
Nato a Roma, città nella quale ha seguito i suoi studi e intrapreso quelli universitari, ha svolto la sua prevalente attività professionale in Banca d’Italia, nel cui ambito ha svolto compiti relativi alla vigilanza, alla ricerca economica e di natura amministrativa e segretariale, raggiungendo la qualifica di funzionario. Al termine della esperienza in Banca d’Italia, è stato nominato presidente onorario e amministratore di diverse società. e presidente di diversi consessi associativi. Al termine della sua attività lavorativa si è potuto dedicare ai suoi studi filosofici e tradizionali e seguire con attenzione anche il contesto politico, che da sempre lo appassiona.
-Come giudica l’attuale momento politico?
La probabile caduta del governo Draghi appare come un vero e proprio disastro annunciato. La rassegnazione per la situazione politica non basta. Una classe dirigente che non riesce ad eleggere un Presidente della Repubblica e che occupa ostinatamente tutta la scena politica nel proprio interesse, scena sempre più’ indecente, non poteva garantire un Governo per giunta di unità nazionale.
-Che idea si è fatto di quanto accaduto ieri a Roma?
-La giornata di ieri sarà ricordata, a prescindere di come andrà a finire formalmente, per la certificazione della assoluta inadeguatezza della attuale classe dirigente, o meglio partitocratica, che al di la’ della miopia mostrata, purtroppo si è rivelata fallimentare sul piano della intelligenza, della passione, della capacità’. Un insieme di improbabili soggetti politici che per di più impedisce di far emergere una nuova classe dirigente.
-Si va verso le elezioni ma con quali speranze?
Chi ci porterà’ al voto? Inutile illudersi: sempre loro, i populisti, i turisti per caso, gli ignavi, i centristi da ammucchiata, la destra furbastra, i giri di valzer in riva all'Arno e gli avanzi del povero Silvio, il tutto condito dall'assenza di una parte politica progressista che sappia rappresentare le varie istanze sociali. Naturalmente tutti negheranno di aver voluto la crisi e attribuiranno agli altri la responsabilità della stessa.
-Draghi come lo vede in questo momento?
A dire il vero anche Draghi non ne esce bene: troppo "egocentrismo", dal quale avrebbe dovuto discendere che veramente decidono i cittadini e non le combine partitocratiche, oppure doveva attrezzarsi per cambiare e da subito, appena insediato, non ora dopo che il sogno del Quirinale è svanito. Peraltro, avrebbe dovuto bacchettare tutti coloro che sostengono il governo e non dimenticare chi continuamente cerca di imporre politiche ideologiche.
-Mi aspettavo una risposta meno tenera?
In ogni caso Draghi dalla sua ha una grande attenuante: aveva a disposizione (se non addirittura ne era in ostaggio) purtroppo per noi e per lui un vero e proprio circo partitocratico.
-L’Unione Liberal-Democratica Repubblicana (U L D R) è un’associazione confederale fondata nel 2021. A quali principi si ispira e quali gli organi associativi principali?
L’Unione Liberal-Democratica svolge la propria attività politica ispirandosi alle tradizioni liberali, democratiche, repubblicane e riformiste. Tramite i propri organi associativi ULDR si adopera attivamente per il rafforzamento e l’applicazione di tali principi, attivando coerenti iniziative politiche e sociali volte alla costruzione di rapporti di cooperazione politica tra le associazioni politiche confederate e associazioni non politiche confederate.
-Mi sintetizzi per favore la vostra mission ideale?
L’Unione Liberal-Democratica Repubblicana si pone l’obiettivo di riportare al centro del dibattito politico anche quei principi che tengano conto del merito, della solidarietà sociale, del rafforzamento del ruolo di controllo del rappresentato nei confronti dell’eletto, nonché lo scopo di contribuire a rinnovare il sistema politico tenendo conto dei principi e valori costituzionali.
-Se dovesse descrivere con tre aggettivi l’Associazione, quali userebbe?
Liberale, democratica ed equa. La difesa della libertà, intesa nel suo senso più autentico e certamente non disgiunto dal valore della solidarietà. Perché dalla libertà discendono l’equità e il benessere. La democrazia avanzata, che non può essere condizionata da limitazioni “artificiali” inutili e dannose, quali lo statalismo assistenziale, come pure la prepotenza dei privati allorché il mercato sia sostanzialmente dominato da cerchie ristrette, e che promuova un welfare efficace, inclusivo ed equo, dando sostegno e rilievo al “molto” che il libero mercato, all'interno di Istituzioni efficienti, può fare. Istituzioni, che contribuiscono a rimuovere gli ostacoli, a cominciare da trasparenza, correttezza, rispetto delle regole, corrispondenza tra compiti previsti e azioni concrete al fine di eliminare tutte le barriere che impediscono la mobilità sociale, derivata da privilegi. Pari opportunità per tutti, a cominciare dal mondo della scuola e dell'università, quale fattore di promozione umana e sociale e quale elemento chiave per un giusto riequilibrio.
-E per il mondo del lavoro?
Libertà nel mondo delle imprese, soprattutto le piccole e medie imprese, ponendo la giusta attenzione a temi quali la libertà di mercato, servizi pubblici e privati efficienti e trasparenti valutati col principio dei costi/benefici, facilità di accesso ai servizi stessi, distorsione ed eccessiva “pesantezza” del sistema tributario. Vogliamo, in sintesi, promuovere la libertà e il benessere collettivo rimuovendo gli ostacoli alla mobilità sociale, per consentire ad ognuno di essere protagonista della propria vita, per vivere in una società più civile e con più opportunità sia per noi sia per coloro che ci succederanno.
-Qual è la Vostra posizione relativamente alla guerra in Ucraina?
La nostra posizione vuole essere il più possibile oggettiva e non influenzata da pregiudizi ideologici. Appare evidente che non è condivisibile una aggressione di uno Stato sovrano, né tanto meno può apparire condivisibile che si chieda a un soggetto aggredito di non difendersi. Ciò premesso va a questo punto trovata una soluzione soprattutto al fine di porre termine alle immani sofferenze della popolazione e alle perdite umane.
-Secondo la vostra osservazione costante geopolitica qual è il futuro dell’Occidente e come dovrebbe rimodularsi l’UE?
Questo conflitto ha mostrato tutti i limiti di una Europa che è semplicemente una comunità economica, ma non un soggetto sovrano unitario. Da ciò discende una sostanziale impotenza nell’attivare una convincente “suasion” o una reale capacità deterrente, cosa questa che nei fatti fa dipendere la prevalenza degli stati appartenenti alla comunità europea dalla NATO.
-In che senso lo dice?
Vede, l’Europa deve assolutamente diventare uno stato federale: Qualora l’attuale compagine non riesca a federarsi, si potrebbe arrivare ad una federazione fra gi stati che presentano maggiori omogeneità (storiche, linguistiche, sociali, religiose, ecc.), mantenendo in questo caso l’appartenenza alla comunità europea. Anche alla luce della crisi Ucraina sono ormai sotto gli occhi di tutti la non adeguatezza di una comunità meramente economica. Peraltro, la stessa BCE è l’unico caso al mondo di una banca centrale che non corrisponde a uno stato sovrano, cosa che ovviamente non consente una azione a tutto campo analoga a quella delle banche centrali
-Gli ultimi accadimenti geopolitici vedono un innalzamento in Italia del prezzo del petrolio e delle altre materie prime…
Come sempre accade ogni crisi e in particolare ogni conflitto originano speculazioni. Il fenomeno è e sarà sempre più accentuato, sia per il crescere degli interscambi e per i crescenti riposizionamenti geopolitici, nel cui ambito si stanno delineando aree di influenza che si contrappongono agli USA e all’Europa, tra le quali emerge il contesto collegato alla Cina.
-Il referendum del 12 giugno scorso sulla Giustizia è stato un flop. Quali le cause e le sue considerazioni?
Il referendum è stato un flop a causa del crescente disinteresse dei cittadini nei confronti della politica. Cosa questa già di per sé negativa, che lo è ancor più se si considera che il disinteresse dei cittadini, quindi il non voto, favorisce paradossalmente quella che comunemente viene chiamata casta, soprattutto quella incentrata sui cattodem e il correlato deep state. Il risultato seppur formalmente negativo ci ha però detto che esiste ancora un importante compagine di cittadini che non si lascia influenzare da talune parti politiche e da media interessati. Per noi che peraltro abbiamo ufficialmente dato il nostro sostegno al Comitato per il Si, la risposta di chi ha votato rappresenta una base alla quale possiamo rivolgerci e con la quale confrontarci.
-Quali le principali azioni che state intraprendendo come ULDR per il miglioramento fattivo della politica ed economia sociale del Paese?
Consapevoli della nostra recente costituzione e la nostra limitata dimensione stiamo esponendo le nostre idee, proponendo soluzioni e ricercando soprattutto il confronto con le persone che non si sentono rappresentate, che sono peraltro moltissime. Solo per accennare alle tantissime problematiche che necessitano di una urgente soluzione, tanto per cominciare va introdotta una legge elettorale, oggettiva e non di parte, che deve garantire una reale rappresentatività dei cittadini, il significa anche che va restituito agli elettori il diritto di scegliere i candidati, come pure chi deve governare.
-Mi fa un esempio concreto per favore?
Lo Stato deve tornare ad essere Stato, non un soggetto formale al servizio delle parti politiche. Va, altresì, riequilibrato il rapporto Stato enti territoriali, riportando il tutto a un concetto unitario della res pubblica, al fine di evitare contrapposizione di parte. Da ciò discende la necessità di una efficienza della Pubblica Amministrazione, che non potrà più essere un freno od un ostacolo per i cittadini e le imprese. Va ricercato uno sviluppo economico rispettoso delle imprese e della loro autonomia, che tenga conto delle esigenze riferite alla necessità di reindustrializzare il paese e di riconvertire le imprese anche al fine di attenuare il grave gap energetico, come pure favorire il settore agricolo per consentire allo stesso uno sviluppo che di un incremento alla produzione, che riduca la dipendenza dai paesi esteri e che assicuri agli addetti una vita dignitosa. Lotta alla evasione fiscale, separazione tra previdenza e assistenza, sicurezza dei cittadini, certezza della pena, controllo della immigrazione, assoluta indipendenza della magistratura da influenze spurie, sono tra le alte tematiche che appaiono fra quelle che richiedono un urgente intervento e sostegno dello Stato. E’ bene pertanto cominciare ad operare fattivamente con dedizione e serietà, come sta facendo la nostra Associazione. Chi desidera partecipare al nostro progetto può trovare altre informazioni sul sito web di ULDR: www.uldr.it.Cittadini e imprese insieme possono fare sistema affinché l'Italia torni ad essere un Paese dove sia bello vivere. (p.n.)
APPUNTAMENTI IN AGENDA