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  • Aosta - Martedì 30 Giugno 2026

Crisi idrica, in Valle d'Aosta cresce l'emergenza: "La situazione potrebbe peggiorare in 2-3 settimane"

L'assessora Giraud avverte sui rischi per gli alpeggi: produzione di foraggio in calo del 40%.

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I mutamenti climatici e la prolungata assenza di apporti meteorici significativi aprono una fase di forte criticità per gli ecosistemi e l'economia montana del Nord-Ovest: la situazione dell'approvvigionamento idrico in Valle d'Aosta sta registrando un progressivo e preoccupante deterioramento, analizzato nel corso dell'ultima riunione di coordinamento dell'Osservatorio regionale tecnico-politico sulla crisi idrica. 

Gli indicatori idrologici e termici descrivono uno scenario di marcata sofferenza per i bacini idrografici locali, con valori ampiamente distanti dalle medie storiche stagionali.

I dati congiunturali validati dai tecnici dell'Osservatorio quantificano i contorni del deficit idrico che sta colpendo la regione nel mese di giugno: le precipitazioni degli ultimi due mesi si sono attestate al 50% sotto la media storica, mentre le temperature degli ultimi tre mesi hanno fatto registrare un incremento costante, con una punta di 2,9 gradi sopra la media storica nell'ultimo mese monitorato.

Di riflesso, la portata complessiva dei corsi d'acqua regionali risulta ridotta di circa il 50% rispetto ai flussi standard del periodo. La rapidità del deterioramento delle riserve idriche preoccupa l'amministrazione regionale soprattutto in ottica predittiva per il medio periodo, come ha evidenziato l'assessora regionale all'agricoltura, Speranza Girod: "Ciò che preoccupa maggiormente è la situazione che si potrebbe creare tra due o tre settimane. L'emergenza idrica desta preoccupazione per le possibili ripercussioni sul comparto agricolo e zootecnico".

Le ripercussioni sul sistema produttivo rurale sono già tangibili sul territorio, in particolare per quanto riguarda l'alimentazione dei capi di bestiame. In diverse vallate si registra una contrazione della produzione di foraggio stimata attorno al 40% rispetto ai volumi tradizionali.

Se l'assenza di piogge dovesse persistere nelle prossime settimane, il management della zootecnia valdostana si vedrà costretto a pianificare una demonticazione anticipata, ovvero il rientro forzato delle mandrie dagli alpeggi d'alta quota verso le stalle di pianura a causa della mancanza di pascoli verdi e di fonti di abbeverata.

Una situazione emergenziale che vede in prima linea anche i Consorzi di miglioramento fondiario, impegnati in una complessa opera di razionamento e turnazione dei flussi irrigui per tentare di salvare le colture locali.

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