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  • Torino - Lunedì 29 Giugno 2026

Zootecnia sostenibile, otto Paesi del Mediterraneo a confronto a Torino sugli allevamenti del futuro

Il progetto "Aspmed" mira a rendere gli allevamenti ovini e avicoli del Mediterraneo più sostenibili, integrando pratiche agroecologiche e forestali.

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Come rendere gli allevamenti più sostenibili, resilienti e integrati con l'ambiente in una delle aree geografiche più esposte in assoluto agli effetti del riscaldamento globale? È questa la complessa sfida a cui si propone di rispondere "Aspmed" (Agroforestry practices for Agroecological transition towards sustainable Sheep and Poultry farming in the Mediterranean region), il progetto internazionale di ricerca e innovazione che verrà presentato domani presso l'Università di Torino.

La maxi-iniziativa scientifica mette a sistema le competenze di ben otto Paesi del Mediterraneo, potendo contare su uno stanziamento complessivo di 3 milioni di euro.

Il cuore del progetto risiede nello sviluppo e nella successiva diffusione di nuovi modelli agroecologici per gli allevamenti ovini (pecore) e avicoli (pollame). La strategia si basa sull'integrazione sinergica tra le attività prettamente zootecniche e le pratiche agroforestali.

Coordinato a livello internazionale da Achille Schiavone, docente del dipartimento di Scienze veterinarie di UniTo, il network riunisce università, istituti di settore e partner scientifici d'eccellenza provenienti da Italia, Portogallo, Spagna, Francia, Croazia, Turchia, Egitto e Algeria.

Il workshop internazionale di Torino rappresenterà il primo grande momento di confronto pubblico e istituzionale tra il mondo della ricerca, i decisori politici, le associazioni di categoria, gli stessi allevatori e i cittadini.

Al centro del dibattito ci saranno i risultati attesi dalla sperimentazione e le linee programmatiche necessarie per accompagnare e accelerare la transizione ecologica del comparto zootecnico.

All'interno di questo percorso, una particolare attenzione sarà dedicata al ruolo strategico dei piccoli allevatori operanti nelle aree rurali del Mediterraneo, considerati veri e propri attori centrali e custodi del territorio per la diffusione sul campo di pratiche produttive a basso impatto ambientale.

I tavoli di lavoro lasceranno inoltre ampio spazio alle iniziative di inclusione sociale e di divulgazione scientifica, senza tralasciare un'attenta analisi economica relativa alle opportunità e alle criticità strutturali che le aziende ovine e avicole di piccola scala si trovano ad affrontare oggi, in un contesto macroeconomico caratterizzato da forti mutamenti climatici, pressione sulle risorse naturali ed evoluzione dei mercati agroalimentari.

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