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Economia

  • Prima Notizia 24
  • Roma - Venerdì 6 Novembre 2026, 18:15

Il Misery Index di Confcommercio sale a 13 punti: a ottobre cresce il disagio sociale

L'indicatore calcolato dall'associazione registri il valore più alto dalla fine del 2023. A spingere l'indice è la fiammata dei prezzi dei beni ad alta frequenza d'acquisto, schizzati al 5,8%, a fronte di un mercato del lavoro in fase di stabilizzazione.

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Nuovo segnale di tensione sul fronte sociale ed economico italiano. L'elaborazione del Misery Index Confcommercio (MIC) relativa al mese di ottobre 2026 evidenzia un progressivo ampliamento dell'area del disagio sociale, con l'indicatore che si attesta a 13 punti, segnando un incremento di cinque decimi rispetto a settembre e raggiungendo un livello che non si registrava dalla fine del 2023.

A determinare la salita dell'indice è soprattutto la spinta inflazionistica sui beni e servizi ad alta frequenza d'acquisto, la cui crescita tendenziale è accelerata al 5,8% rispetto al 5,2% del mese precedente, sotto l'effetto dei continui rincari registrati nei comparti degli energetici e degli alimentari freschi non trasformati.

In parallelo, il quadro del mercato del lavoro mostra una sostanziale fase di stasi: per ottobre si stima un incremento contenuto sia del numero di occupati sia delle persone in cerca di impiego, mantenendo il tasso di disoccupazione ufficiale fermo al 6,3%.

Analoga dinamica di modesta reattività riguarda le unità di lavoro standard ricomprese nelle diverse forme di integrazione salariale, con un tasso di disoccupazione esteso stimato al 6,9%. Le valutazioni previsionali di Confcommercio delineano uno scenario di forte incertezza per i prossimi mesi.

Le perduranti tensioni sul piano geopolitico internazionale, riflettendosi sull'elevata volatilità e sui prezzi sostenuti delle materie prime energetiche, alimentano il rischio di ulteriori spinte inflazionistiche e di possibili effetti di secondo impatto nella prima metà del 2027.

Tale congiuntura minaccia di estendere ulteriormente l'area della sofferenza economica per i cittadini, generando possibili ripercussioni negative sulla propensione al consumo delle famiglie e sulle prospettive generali di ripresa del Paese.

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