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  • Roma - Venerdì 6 Novembre 2026, 18:45

Midterm Usa, Trump ammette: “Risultati non all'altezza delle attese”

Nel messaggio ai suoi sostenitori, il presidente riconosce le difficoltà ma rilancia la sfida: “Non mi arrenderò mai”. Sul tavolo dello Studio Ovale spunta il cappellino 'Veto', mentre la Casa Bianca valuta la strategia geopolitica sul dossier Iran.

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Ammissione di responsabilità ma al tempo stesso ribadita volontà di battaglia politica da parte di Donald Trump all'indomani del voto per le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.

In un messaggio indirizzato ai propri sostenitori tramite la piattaforma della campagna elettorale Rapid Response 47, il presidente americano ha tracciato un bilancio trasparente dell'esito delle urne, accompagnando le sue parole dalla consueta richiesta di sottoscrizione di fondi. “I risultati degli esami di metà corso non sono stati quelli che ci aspettavamo, sarò sincero con te. Ma la lotta per il nostro Paese non è mai stata facile. Quando ho assunto l'incarico, ho fatto una promessa: non mi arrenderò mai. Non mi darò mai per vinto e non smetterò mai di lottare per rendere di nuovo grande l'America”, ha dichiarato il tycoon. 

Attraverso il proprio profilo su Truth, il capo della Casa Bianca ha poi tenuto a rimarcare la propria estraneità alle dinamiche dei singoli collegi: “Semplicemente non ero sulla scheda elettorale. Se ci fossi stato, avremmo vinto con una valanga di voti!”.

La nuova fase politica della presidenza trova plastica rappresentazione anche negli arredi dello Studio Ovale: sul Resolute Desk è infatti comparso, in bella evidenza per gli operatori della stampa, un cappello da baseball rosso di dimensioni extra-large recante la scritta Veto, la cui immagine era stata diffusa dallo stesso Trump sui social durante la notte elettorale.

Sotto il profilo della politica estera, il presidente ha tenuto la prima riunione post-elettorale con i vertici della sicurezza nazionale per esaminare la gestione delle tensioni in Medio Oriente, anticipando una decisione imminente su un eventuale inasprimento del confronto con Teheran. Le opzioni sul tavolo spaziano da possibili nuove azioni militari al rafforzamento delle sanzioni economiche, fino all'apertura di un canale negoziale per un intesa con concessioni reciproche.

Parallelamente, le diplomazie regionali di Qatar, Arabia Saudita, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Oman ed Egitto mantengono contatti serrati con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e con l'amministrazione americana per definire una bozza di accordo graduale che preveda lo sblocco navale e dei fondi congelati in cambio dell'ispezione Aiea sui siti nucleari e della successiva riapertura dello Stretto di Hormuz.

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