- Prima Notizia 24
- Massa - Venerdì 9 Ottobre 2026, 12:45
Da New York a Massa, torna la lettera che racconta l’Ariosto governatore
Restituita all’Archivio di Stato la missiva inviata da Alfonso I d’Este nel 1524. Il recupero dei Carabinieri restituisce alla Garfagnana una testimonianza di governo tra ordine pubblico, banditismo e richieste di grazia.
di Andrea Valenti
Tra le righe non ci sono cavalieri e avventure, ma problemi di ordine pubblico, decisioni amministrative e richieste di grazia. È l’Ariosto governatore della Garfagnana quello che emerge dalla lettera di Alfonso I d’Este restituita oggi all’Archivio di Stato di Massa: un documento del 31 gennaio 1524 che riporta l’autore dell’“Orlando furioso” dentro le responsabilità quotidiane del suo incarico.
La riconsegna ufficiale si è svolta nella Sala Conferenze dell’Archivio, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, studiosi e studenti. Un ritorno che ricongiunge la missiva al patrimonio documentario del territorio dopo un percorso che l’aveva portata fino alla Morgan Library di New York.
Nel carteggio con il duca di Ferrara si riconosce un letterato alle prese con le difficoltà concrete dell’amministrazione. Le informazioni comunicate da Ariosto aiutavano Alfonso I d’Este a valutare le questioni della Garfagnana e a prendere decisioni. La lettera documenta questo rapporto, restituendo anche uno spaccato delle tensioni e delle esigenze del territorio cinquecentesco.
Sottratta in passato al patrimonio statale, la missiva era stata rintracciata in un’asta del 1973 e successivamente donata alla Morgan Library. Il rientro in Italia è stato possibile grazie all’attività del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, condotta in collaborazione con le autorità statunitensi.
A guidare la ricostruzione della provenienza sono stati anche gli stessi archivi. L’Inventario ottocentesco dell’Archivio Generale della Sottoprefettura di Garfagnana, insieme alle ricognizioni e alle pubblicazioni di Giovanni Sforza, storico direttore dell’Archivio di Stato di Massa, ha permesso di riconoscere l’appartenenza del documento al fondo originario. Un lavoro di confronto e ricerca che mostra quanto gli strumenti archivistici siano essenziali anche per recuperare ciò che è stato disperso.
Il recupero era stato presentato il 30 aprile scorso nella Caserma La Marmora di Roma, insieme ad altri beni culturali restituiti all’Italia. Alla presentazione avevano partecipato il ministro della Cultura Alessandro Giuli, l’ambasciatore degli Stati Uniti Tilman J. Fertitta, il generale Massimo Mennitti, comandante Carabinieri CUMS “Palidoro”, il generale Antonio Petti, comandante dei Carabinieri TPC, e il direttore generale Archivi Antonio Tarasco.
Oggi, a Massa, quel percorso ha raggiunto la sua destinazione. Accanto alla direttrice dell’Archivio di Stato Maria Russo sono intervenuti il deputato Alessandro Amorese, componente della Commissione Cultura della Camera, il prefetto di Massa-Carrara Gaetano Cupello, il generale Antonio Petti e Sabrina Mingarelli, dirigente del Servizio II della Direzione generale Archivi del Ministero della Cultura.
Al recupero ha contribuito anche Francesca Nepori, oggi direttrice dell’Archivio di Stato della Spezia, che aveva seguito le relative fasi durante il precedente incarico alla guida dell’istituto massese.
Gli approfondimenti di Chiara De Cesare, ricercatrice della Sapienza di Roma ed esperta del carteggio ariostesco, e di Olga Raffo, già direttrice dell’Archivio di Stato di Massa e studiosa della storia locale, hanno accompagnato il pubblico nella lettura del valore storico della missiva.
La conclusione è stata affidata agli studenti del Laboratorio teatrale del Liceo Classico “P. Rossi” di Massa. Attraverso la lettura del testo originale, i ragazzi hanno riportato in voce parole scritte cinque secoli fa per affrontare questioni di governo.
Ora quelle parole tornano a essere custodite insieme alle carte che ne spiegano il contesto. Per gli studiosi significa poter ricostruire con maggiore completezza una pagina dell’attività di Ariosto; per il territorio, ritrovare una testimonianza della propria storia.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24












