
- Prima Notizia 24
- Roma - Venerdì 16 Ottobre 2026, 18:55
Dati, intelligenza artificiale e industria: al seminario Bellisario le nuove sfide della sicurezza
Elisabetta Belloni analizza le minacce della guerra ibrida. Fiammetta Salmoni, direttrice generale dell’Agenzia Industrie Difesa, richiama il ruolo dell’industria pubblica nella tutela delle filiere e dell’autonomia nazionale.
di Renato Narciso
La sicurezza di un Paese passa anche dalla protezione dei dati, dall’affidabilità delle filiere produttive e dalla capacità di comprendere chi si nasconde dietro una minaccia. È su questo terreno che si è sviluppato il confronto sulla sovranità tecnologica al Seminario internazionale “Donna Economia e Potere”, promosso dalla Fondazione Marisa Bellisario.
L’ambasciatrice Elisabetta Belloni ha delineato uno scenario nel quale gli strumenti militari tradizionali si affiancano al controllo delle informazioni, all’impiego dell’intelligenza artificiale generativa e alle operazioni di manipolazione del dibattito pubblico. Sono le diverse dimensioni della guerra ibrida, che richiede agli Stati capacità di analisi e risposte calibrate.
Un nodo centrale, nella riflessione di Belloni, riguarda la corretta attribuzione delle minacce: individuare responsabilità e provenienza delle azioni ostili è essenziale per evitare che una valutazione errata alimenti un’escalation.
Al rapporto tra autonomia strategica e capacità produttiva ha dedicato il proprio intervento Fiammetta Salmoni, direttrice generale dell’Agenzia Industrie Difesa (AID)(NELLA FOTO), illustrando le linee guida del Piano industriale AID 2025.
«La superiorità informativa e l’autonomia decisionale richiedono strumenti concreti», ha dichiarato Salmoni. Una prospettiva che assegna all’industria pubblica un ruolo nella sicurezza nazionale, attraverso la protezione della catena di approvvigionamento, gli investimenti sulle competenze interne e il trasferimento tecnologico.
La disponibilità di conoscenze e capacità industriali, secondo la direttrice generale, contribuisce a rendere il Paese più preparato ad affrontare le pressioni geopolitiche ed economiche. La difesa industriale assume così una funzione che va oltre la produzione di beni e riguarda la continuità delle attività strategiche.
«L’industria pubblica della difesa non produce solo beni, ma garantisce lo scudo di resilienza necessario al Paese», ha sottolineato Salmoni, collegando questa funzione alla possibilità di rispondere in modo proporzionato alle sfide contemporanee.
Dal confronto emerge una visione della sicurezza che tiene insieme informazione, tecnologia e industria: proteggere i dati e preservare le competenze produttive diventano parti della stessa capacità di decidere e agire con autonomia.
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