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  • Roma - Venerdì 19 Giugno 2026

Denise Pipitone, nuove analisi biometriche sulle segnalazioni: "Le orecchie possono essere decisive". Pronta una richiesta di riapertura

A oltre vent'anni dalla scomparsa della bambina di Mazara del Vallo, il team che assiste Tony Pipitone lavora a nuovi elementi investigativi. Tra analisi biometriche, studio delle celle telefoniche e testimonianze mai raccolte, potrebbe arrivare dopo l'estate una nuova istanza per riaprire il caso.

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Denise Pipitone, nuove analisi biometriche sulle segnalazioni: "Le orecchie possono essere decisive". Pronta una richiesta di riapertura

A più di vent'anni dalla scomparsa di Denise Pipitone, il caso della bambina sparita il 1° settembre 2004 da Mazara del Vallo potrebbe tornare all'attenzione della magistratura. Nei mesi successivi all'estate, infatti, potrebbe essere presentata una nuova istanza di riapertura delle indagini, fondata su ulteriori approfondimenti investigativi e su elementi che, secondo i consulenti incaricati dalla famiglia, meritano di essere valutati. A confermarlo è la criminologa Antonella Delfino Pesce, che assiste Tony Pipitone, ex marito di Piera Maggio e padre legale di Denise, insieme all'avvocata Barbara Iannuccelli.

Il lavoro del team di consulenti

La nuova richiesta di riapertura dovrebbe poggiare sul lavoro svolto da diversi professionisti che negli ultimi mesi hanno approfondito vari aspetti della vicenda. Tra questi c'è lo studio delle celle telefoniche effettuato dall'investigatore Giuseppe Asaro, ma anche nuove verifiche su testimonianze e segnalazioni arrivate nel tempo. Secondo Delfino Pesce, l'attività investigativa avrebbe consentito di ricostruire una sequenza degli eventi differente rispetto a quella emersa nel corso del processo. "Grazie al lavoro svolto dal collega sulle celle telefoniche, siamo riusciti a ricostruire una timeline del giorno della scomparsa diversa da quella portata al processo", ha spiegato la criminologa.

Le analisi biometriche e l'attenzione sulle orecchie

Uno degli aspetti più particolari del nuovo lavoro riguarda l'analisi biometrica delle fotografie ricevute negli ultimi mesi. Delfino Pesce sta portando avanti questo approfondimento insieme alla professoressa Macchia dell'Università di Bari, concentrandosi su un dettaglio preciso: le orecchie. "Al di là dell'age progression, che sicuramente può dare uno spunto a una persona comune, ho chiesto di mandarmi foto in cui si vedano le orecchie perché è un elemento che in un confronto biometrico fornisce un'affidabilità più alta", ha spiegato. Oggi Denise avrebbe 25 anni e il passaggio dall'infanzia all'età adulta potrebbe aver modificato in modo significativo molti tratti del volto. "Le orecchie invece cambiano molto meno nel tempo e sono più utili per fare un lavoro morfometrico", ha aggiunto la criminologa.

I testimoni mai ascoltati

Tra gli elementi che potrebbero essere inseriti nella nuova istanza ci sarebbero anche alcune testimonianze che, secondo il team investigativo, non sarebbero mai state approfondite dagli inquirenti. La stessa Delfino Pesce ha ribadito l'esistenza di persone che non sarebbero mai state sentite formalmente. "Ci sono tre persone mai sentite e una di queste è molto importante", ha dichiarato. Si tratta di un aspetto che potrebbe assumere particolare rilevanza nell'eventuale valutazione della Procura.

Il precedente no della Procura

Non è la prima volta che viene chiesta una riapertura del caso. Nel febbraio 2025 la Procura di Marsala aveva infatti respinto una precedente istanza presentata da Tony Pipitone, ritenendo che non fossero stati forniti elementi nuovi tali da giustificare la riapertura delle indagini, archiviate nel 2021. L'obiettivo della nuova richiesta sarà quindi quello di dimostrare l'esistenza di novità investigative sufficientemente rilevanti da giustificare ulteriori accertamenti.

La scomparsa di Denise

La mattina del 1° settembre 2004 Denise Pipitone, che all'epoca aveva quattro anni, si trovava nei pressi della casa di famiglia a Mazara del Vallo. L'ultima volta venne vista intorno alle 11.45 dalla zia, moglie del fratello di Piera Maggio. La bambina stava giocando in strada con il cugino quando la donna richiamò il figlio in casa per il pranzo. Denise rimase sola per pochi minuti e da quel momento si persero completamente le sue tracce. Nel corso degli anni le indagini hanno seguito numerose piste senza però arrivare a una soluzione definitiva. Per la scomparsa della bambina era stata processata Jessica Pulizzi, figlia di Anna Corona e di Pietro Pulizzi, padre biologico di Denise e attuale compagno di Piera Maggio. Dopo un lungo iter giudiziario, la donna è stata definitivamente assolta. A oltre vent'anni da quel giorno, il destino di Denise Pipitone resta ancora avvolto nel mistero. Un mistero che la famiglia continua a cercare di chiarire, nella speranza che nuovi elementi possano finalmente portare a una svolta.

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