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- Perugia - Venerdì 30 Ottobre 2026, 16:25
Dieci anni dal terremoto del Centro Italia, il ricordo della grande scossa di Norcia
Un decennio fa il sisma di magnitudo 6.5 scuoteva quattro regioni. L'ex sindaco Alemanno rievoca i momenti del crollo della Basilica. Castelli: "Cambio di passo sulla ricostruzione, l'80 per cento dei contributi erogato negli ultimi tre anni".
Ricorre il decennale della scossa di terremoto di magnitudo 6.5 che il 30 ottobre 2016 ha colpito il Centro Italia, posizionandosi come il sisma più intenso registrato nel Paese dopo l'evento dell'Irpinia del 1980. Con epicentro localizzato nei pressi di Norcia, il movimento tellurico ha devastato territori in Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo.
Nonostante si siano contati circa venti feriti e nessuna vittima diretta, favorita dai precedenti sgomberi e dall'istituzione delle "zone rosse" a seguito degli eventi del 24 agosto e del 26 ottobre, i danni al patrimonio edilizio e monumentale sono risultati ingenti, portando al crollo di chiese storiche e al quasi totale spianamento di centri abitati come la frazione di Castelluccio di Norcia.
Nella cittadina della Valnerina, i cedimenti hanno interessato la chiesa di San Francesco e la Basilica di San Benedetto, quest'ultima ricostruita e riaperta al pubblico un anno fa. Il ricordo di quei momenti è stato rievocato dall'allora sindaco Nicola Alemanno: “Eravamo al Centro operativo comunale. Avevamo dormito poche ore, dopo giorni di lavoro e scosse continue. L'edificio oscillava, sussultava, sembrava volersi aprire. Computer, scrivanie e controsoffitti cadevano intorno a noi. Raggiunsi l'uscita a piedi nudi. Poi mi accorsi che mio padre non era con me. Non poteva camminare autonomamente. Rientrai immediatamente per raggiungerlo e aiutarlo a uscire. Quando guardai il mio lettino, vidi che il pilastro alle sue spalle era esploso, sbriciolato. Sul letto c'era ancora la mia sagoma. Compresi quanto fossi stato vicino a non uscire vivo da quella stanza”.
L'ex primo cittadino ha rammentato inoltre il momento in cui apprese della distruzione del simbolo cittadino: “Arrivò la notizia che non avrei mai voluto ricevere: era crollata la Basilica di San Benedetto. Se era crollata la Basilica, pensai, allora era davvero finita. Eppure, in mezzo a quella devastazione, ci fu un momento che porto ancora dentro. Vidi arrivare le nostre Clarisse e Padre Cassian, il priore del Monastero, completamente imbiancato dalla polvere. Lo abbracciammo. Alla domanda dell'assessore Pina Perla su come avremmo fatto, rispose con un sorriso che non dimenticherò mai: 'Pina, siamo vivi, ricostruiremo tutto!'. Quelle parole sarebbero diventate per me un riferimento nei lunghissimi giorni che ci aspettavano”.
Sul fronte del recupero dei territori colpiti, il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, ha tracciato il bilancio dei cantieri durante le celebrazioni della ricorrenza: “I dati della ricostruzione, in generale ma soprattutto in Umbria, sono particolarmente confortanti. Il cambio di passo che abbiamo registrato negli ultimi anni ha fatto sì che l'80% dei contributi alle imprese che lavorano nella ricostruzione privata sia stato liquidato proprio negli ultimi tre anni. Anche la ricostruzione pubblica sta finalmente veleggiando verso il meglio se è vero che quando mi sono insediato il 45% delle opere non era neanche iniziato, ora il 98% delle circa 3.300 è in fase di realizzazione o comunque di progettazione. Sono dati importanti e utili”.
Soffermandosi sulla gestione del rischio sismico e sulla prevenzione per il futuro delle comunità, Castelli ha aggiunto: “Le scosse ci saranno ancora e la sfida della ricostruzione è essere pronti, facendo in modo che la città non perda le sue funzioni e che la vita umana venga protetta. Questa è la ricostruzione”. In ambito regionale, le rilevazioni redatte dall'Ufficio speciale ricostruzione Umbria indicano che sono 2.625 i cantieri privati ultimati su un totale di 4.054 avviati, a fronte di 1,64 miliardi di euro di contributi concessi e 1,09 miliardi già erogati. Per le opere pubbliche, risultano finanziati 574 interventi per oltre 830 milioni di euro, con il 97,5 per cento delle procedure già avviato.
La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha sottolineato gli obiettivi futuri per la stabilizzazione sociale ed economica delle aree interessate: “L'avanzamento della ricostruzione si misura anche dal numero di abitazioni restituite alle famiglie, dalle attività che ripartono e dai servizi che tornano a essere accessibili. Ringrazio per il lavoro svolto l'Ufficio speciale ricostruzione Umbria, la Struttura commissariale, i Comuni e tutti i soggetti coinvolti: il lavoro di squadra ha consentito di raggiungere questi importanti risultati. Ora dobbiamo completare gli interventi e soprattutto accompagnare la completa rinascita delle comunità. Sicurezza, salute, scuola e lavoro sono le condizioni per garantire un futuro a questi territori”.
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