
- Prima Notizia 24
- Cosenza - Venerdì 30 Ottobre 2026, 17:05
Inchiesta Ginestra, Pepe si avvale della facoltà di non rispondere davanti al gip
Dimesso dall'ospedale e trasferito nel carcere di Cosenza, il presunto esponente del clan si dichiara in silenzio. La difesa: "Mole di atti enorme".
Ha scelto di rimanere in silenzio e di non rispondere alle domande del giudice per le indagini preliminari il presunto boss Damiano Pepe, coinvolto nell'operazione antimafia denominata "Ginestra", condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro.
L'uomo, dimesso in mattinata dalla struttura ospedaliera e trasferito presso l'istituto penitenziario di Cosenza, ha sostenuto l'interrogatorio di garanzia in videoconferenza. Nel procedimento penale a suo carico vengono contestati i reati di associazione di tipo mafioso ed estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Assistito dal difensore di fiducia Pasquale Di Iacovo, l'indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere. La scelta è stata motivata dal legale con la necessità di esaminare il materiale d'indagine, “poiché l'enorme mole di atti d'indagine non poteva essere esaminata in un così breve lasso di tempo”.
Considerato dagli inquirenti una figura di spicco delle cosche attive nell'area della Sibaritide, l'uomo era stato bersaglio la scorsa settimana di un agguato armato compiuto davanti alla sua abitazione di Cassano allo Ionio, episodio nel quale è rimasta uccisa la compagna Silvana Sibarelli, anch'essa figurante tra i destinatari del provvedimento di custodia cautelare in carcere.
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