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  • Roma - Venerdì 30 Ottobre 2026, 16:45

Disastro ferroviario di Urda, Sánchez: "La fiducia nell'alta velocità è venuta meno"

Il premier garantisce soluzioni dopo la sciagura che ha causato sessantanove vittime. Gli accertamenti tecnici confermano l'impatto ad alta velocità tra i due convogli. Silenzio davanti agli inquirenti per l'operatore Adif.

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Ammissione di responsabilità e promessa di interventi strutturali da parte delle istituzioni spagnole a seguito del grave incidente ferroviario verificatosi a Urda, in provincia di Toledo, lungo la linea dell'alta velocità Madrid-Siviglia, il cui bilancio provvisorio attesta la morte di sessantanove persone.

Nel corso di una conferenza stampa tenuta presso il Centro di coordinamento delle emergenze di Urda, il presidente del governo Pedro Sánchez ha riconosciuto la gravità del momento per l'intero sistema dei trasporti nazionale: “C'è una fiducia tradita nel sistema di alta velocità del nostro Paese, e il lavoro del governo non è solo fare una diagnosi, ma offrire soluzioni perché una tragedia di queste dimensioni, come ha detto ieri il capo dello Stato, il re Felipe VI, non accada di nuovo. E siamo concentrati su questo lavoro”.

Il capo dell'esecutivo di Madrid ha quindi richiamato la necessità di accertare rapidamente la catena delle responsabilità, ricordando anche il precedente della sciagura avvenuta il diciotto gennaio ad Adamuz: “Dal ministero dei Trasporti e dal governo di Spagna stiamo seguendo le indagini per chiarire le cause di questo tragico incidente. Come ho detto l'altro giorno, non è ammissibile che un Paese come la Spagna soffra due incidenti di queste caratteristiche in un anno. Non solo stiamo indagando ma apporteremo soluzioni. C'è una fiducia rotta nel sistema”.

Sul fronte investigativo, la relazione preliminare redatta dall'Autorità indipendente d'inchiesta sugli incidenti ferroviari, marittimi e dell'aviazione ha confermato che la collisione tra il treno Ave di Renfe e il convoglio Iryo si è verificata a una velocità stimata tra i 160 e i 200 chilometri orari. L'impatto ha causato l'incastro della carrozza di testa dell'Ave nella vettura di coda dell'Iryo, determinandone il ribaltamento nel terrapieno circostante e il deragliamento di quasi tutti i vagoni al seguito.

Le scatole nere dei due treni sono state recuperate e poste sotto custodia giudiziaria della Guardia Civil. Nel frattempo, la portavoce del governo di Castiglia-La Mancia, Esther Padilla, ha riferito che presso la struttura mortuaria allestita a Toledo sono state eseguite quarantotto autopsie, giungendo finora all'identificazione ufficiale di cinque vittime, tre donne e due uomini.

Padilla ha precisato che l'espletamento dei riscontri genetici e medico-legali richiederà tempi prolungati per consentire di dare risposte certe alle famiglie dei dispersi: “Le procedure stanno andando avanti lentamente, ma nel corso della giornata di oggi si comincerà a chiamare le famiglie perché possano venire a ricevere i risultati”.

Sul piano delle indagini giudiziarie, si è avvalso della facoltà di non rispondere l'operatore del Centro di controllo di Adif citato come indagato a piede libero dalla Guardia Civil. L'impiegato è accusato di aver autorizzato il treno Ave a riprendere la marcia a velocità ordinaria dopo un'avaria al sistema automatico Lzb, senza segnalare la presenza del convoglio Iryo fermo circa venticinque chilometri più avanti, contravvenendo alle procedure che in caso di guasto impongono la marcia a vista entro il limite dei 40 chilometri orari. Sottoposto ai test alcolimetrici e tossicologici di rito subito dopo l'incidente, il dipendente era risultato negativo.

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