
- Prima Notizia 24
- Milano - Venerdì 30 Ottobre 2026, 17:10
Calcio, Serie A, Chivu alla vigilia del derby: "La classifica non conta, serve fame e umiltà"
Il tecnico dell'Inter carica i nerazzurri in vista della stracittadina milanese: "I favoriti non esistono. Thuram sta bene, per il nuovo stadio servono innovazione e risorse".
Vigilia di derby e vigilia di scelte in casa nerazzurra. Alla vigilia del confronto contro il Milan, il tecnico dell'Inter Cristian Chivu ha analizzato la sfida sottolineando la necessità di prescindere dalla posizione in graduatoria e di approcciare l'incontro con massima determinazione.
Nel presentare la gara, l'allenatore ha richiamato la squadra alla concretezza: “Non dobbiamo guardare la classifica, non dobbiamo accontentarci di quello che abbiamo fatto. Dobbiamo essere la nostra versione migliore e aggiungere qualcosina rispetto al passato”.
Il tecnico si è poi soffermato sulla striscia di sette derby consecutivi senza successi: “Se non vinciamo il derby da sette partite una domanda la si dovrebbe fare. Non vuol dire che i ragazzi non si siano impegnati, ma che gli episodi non sono stati con noi. Bisogna avere equilibrio e motivazione, fare qualche sacrificio in più rispetto alle altre partite”.
Sull'atteggiamento tattico da tenere in campo, Chivu ha insistito sulla cura delle fasi difensive: “Dobbiamo trovare un po’ di provincialità quando non si ha la palla, fame e ordine, rimboccandoci le maniche senza avere la presunzione di pensare che giocatori forti possano risolvere tutto”.
L'allenatore ha tuttavia ridimensionato l'impatto della partita sulla corsa al titolo: “Siamo appena alla decima giornata. La storia e lo scorso campionato mi insegnano che un derby può anche non essere decisivo. È una partita che può dare tanto a una squadra e togliere all’altra, ma non è per forza determinante. Non esiste un favorito nel derby. La pressione c’è per tutti. Bisogna pensare soltanto a fare le cose giuste al momento giusto. Sappiamo quanto ti dà un derby se lo vinci e cosa ti toglie se lo perdi”.
Sul piano dei singoli, riscontri positivi riguardano le condizioni di Marcus Thuram: “Sta bene, l’ha fatto vedere nelle ultime partite. Quando un giocatore trova la quadra dal punto di vista della leadership, trova entusiasmo e fiducia appena segna e diventa determinante. Le energie le trova sempre e le avrà anche domani”.
Riguardo alle rotazioni di formazione, condizionate dalle assenze, il tecnico ha chiarito le opzioni a disposizione: “Qualcuno deve riposare qualche volta. Cerco sempre di trovare le giuste rotazioni, perché ne ho pochi. Altrimenti saremmo costretti a far giocare Bovio o Jakirovic. Lo vedremo domani”, glissando sulla presenza di Martinez.
L'analisi ha sfiorato anche il progetto del nuovo impianto sportivo e il futuro congedo da San Siro: “Capisco i sostenitori del Meazza perché ci ho giocato dentro, però sono anche a favore dell’innovazione, di quelle cose che possono creare opportunità importanti per la proprietà e per gli incassi. Il mondo va avanti, senza soldi nel mondo del calcio non sopravvivi”.
Commentando infine l'ipotesi di sedere sulla panchina nerazzurra nell'impianto previsto per il quadriennio 2031/32, Chivu ha chiuso con una battuta: “Non dico niente, mancano quattro anni. Allenare l’Inter e affrontare giudizi e pregiudizi che diventano sentenze è dura. Se cambia la cultura sportiva e arrivano i risultati avrò meno capelli bianchi e non finirò in ospedale come qualche altro mio collega”.
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