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  • Roma - Mercoledì 21 Ottobre 2026, 12:30

Draghi: "Proteste giovanili nate dal blocco delle aspettative, nessuno ascolta i ragazzi"

L'ex premier ed ex presidente della Bce analizza le rivolte in corso in tre Paesi europei in un'intervista a Bloomberg: "I giovani percepiscono le dinamiche sociali bloccate e si sentono impreparati di fronte al cambio tecnologico".

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A monte delle proteste che stanno interessando tre diversi Paesi europei c'è una causa di fondo profonda: la percezione di un isolamento generazionale e la stasi delle prospettive future.

A tracciare l'analisi è l'ex premier ed ex presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, nel corso di un'intervista rilasciata all'agenzia Bloomberg.

Nel commentare le motivazioni alla base delle mobilitazioni, Draghi evidenzia la rilevanza del contesto politico imminente, pur precisando che non si tratta dell'unico fattore determinante: "Non è affatto semplice spiegare queste rivolte in tre Paesi diversi; ognuno ha le proprie motivazioni specifiche. L'unico elemento che accomuna tutti e tre i casi è che, l'anno prossimo, si terranno elezioni di estrema importanza. Tuttavia, questa è solo la cornice".

L'ex presidente del Consiglio individua il vero nocciolo della questione nei disagi strutturali e nelle incertezze operative vissute dalle nuove generazioni: "A mio avviso, la spiegazione più solida risiede nel blocco delle aspettative: i giovani hanno la sensazione che nessuno li ascolti".

Un malessere alimentato dalle trasformazioni del mercato del lavoro e dal ritardo nei percorsi formativi rispetto all'innovazione: "I giovani percepiscano le dinamiche sociali come bloccate: fanno fatica a trovare un lavoro e si sentono impreparati di fronte a una società che sta vivendo una trasformazione tecnologica rapidissima".

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