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  • Arezzo - Mercoledì 21 Ottobre 2026, 12:20

Addio ad Angelo Morelli, una vita per lo sport e il rispetto

Ideatore del Premio Fair Play Mecenate e protagonista della pallavolo aretina, aveva 75 anni. Con le sue iniziative ha avvicinato generazioni di ragazzi ai valori della lealtà e si è impegnato contro la violenza e le discriminazioni.

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Ci sono persone che nello sport vedono prima di tutto un’occasione per educare, costruire relazioni, insegnare il rispetto. Angelo Morelli aveva dedicato a questa convinzione oltre cinquant’anni di attività, passando dai campi di pallavolo all’organizzazione di manifestazioni capaci di richiamare grandi campioni e di coinvolgere scuole e associazioni.

È morto ad Arezzo a 75 anni, dopo una lunga malattia. Il suo nome resta legato al Premio Internazionale Fair Play Menarini, ideato insieme a Chiara Fatai: un progetto che ha portato nel territorio aretino protagonisti dello sport mondiale, scelti anche per ciò che avevano saputo esprimere attraverso i propri comportamenti.

Accanto ai risultati agonistici trovavano spazio la correttezza, la solidarietà, la capacità di rispettare un avversario e di assumersi una responsabilità davanti ai più giovani.

Negli anni il premio ha attraversato Arezzo, Cortona e Castiglion Fiorentino, contribuendo a fare del territorio un luogo d’incontro e di confronto sui valori dello sport.

Dietro ogni edizione c’era un lavoro paziente di organizzazione e relazioni, sostenuto dall’idea che la testimonianza di un campione potesse lasciare qualcosa anche dopo la conclusione della cerimonia.

La storia sportiva di Morelli era cominciata nella *pallavolo*, disciplina alla quale aveva dato un contributo importante come atleta, allenatore e dirigente. Tra i pionieri del movimento aretino, aveva lavorato per farlo crescere e per portare in città squadre e nazionali di primo piano, da Cuba al Brasile, dagli Stati Uniti alla Russia, fino a Corea e Argentina.

Per oltre quindici anni aveva guidato il comitato provinciale della Federazione Italiana Pallavolo, assumendo successivamente la presidenza del Coni di Arezzo. Il suo percorso gli era valso, tra gli altri riconoscimenti, la Stella di bronzo al Merito Sportivo del Coni.

Alla passione per la competizione si accompagnava un impegno costante contro la violenza. Morelli era stato tra i fondatori del Comitato permanente contro la violenza nello sport “Roberto Lorentini – Giusy Conti”, intitolato ai due aretini morti nella tragedia dell’Heysel. 

Convegni, borse di studio e appuntamenti dedicati ai ragazzi erano gli strumenti con cui portare avanti quel lavoro di sensibilizzazione, mantenendo vivo il legame tra memoria ed educazione.

La stessa attenzione alle persone aveva trovato un altro spazio nel Premio Internazionale Semplicemente Donna, di cui era presidente e organizzatore. Attraverso testimonianze di coraggio e percorsi di riscatto, il premio ha affrontato i temi della violenza sulle donne e delle disparità di genere, coinvolgendo anche gli studenti.

È in queste esperienze che si riconosce il filo della sua attività: creare occasioni nelle quali una storia personale potesse diventare un insegnamento condiviso. Lo sport, le scuole, l’associazionismo erano parti di un lavoro che Morelli aveva continuato a coltivare nel tempo, facendo incontrare persone e realtà diverse. La camera ardente è stata allestita nella sala mortuaria dell’ospedale San Donato di Arezzo.

L’ultimo saluto si terrà nella Cappella della Madonna del Conforto, nel Duomo della città. Alla famiglia e alle persone che hanno condiviso il suo percorso vanno le condoglianze della redazione.

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