
- Prima Notizia 24
- Palermo - Mercoledì 21 Ottobre 2026, 12:15
Giallo Onorato, i familiari contro la richiesta di archiviazione: "Non fu suicidio, troppi elementi da chiarire"
Presentata nuova opposizione dal legale della vedova Francesca Donato. La difesa evidenzia tracce di Dna non identificate, anomalie nell'auto e lacune nei controlli di videosorveglianza.
I familiari dell'architetto Angelo Onorato si oppongono nuovamente alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Palermo nell'inchiesta per omicidio a carico di ignoti, aperta in seguito al ritrovamento del corpo dell'uomo all'interno della sua vettura.
L'avvocato Vincenzo Lo Re, legale di Francesca Donato, vedova del professionista, ha depositato un nuovo atto di opposizione contestando la ricostruzione degli inquirenti che, al termine delle indagini, hanno ipotizzato il gesto volontario.
“Riteniamo che aspetti fondamentali della vicenda non siano stati ancora chiariti e che permangano elementi che meritano ulteriori accertamenti”, dichiara l'avvocato Lo Re. Il legale richiama in particolare l'ordinanza del 20 marzo 2026 con la quale il gip, accogliendo una prima opposizione della difesa, aveva disposto approfondimenti sui percorsi pedonali nell'area del ritrovamento, sugli aspetti medico-legali, sui profili genetici e sulla rete di rapporti della vittima.
Secondo la difesa, tuttavia, le verifiche non avrebbero fugato tutti i dubbi: “Non tutti gli accertamenti richiesti sono stati eseguiti e altri, a nostro avviso, sono stati condotti in maniera non sufficientemente approfondita”.
Tra i punti critici evidenziati nell'atto figura la copertura della videosorveglianza. La difesa smentisce che la zona fosse accessibile esclusivamente attraverso varchi monitorati dalle telecamere, citando le stesse annotazioni della Squadra Mobile che confermano come l'impianto non inquadrasse né l'inferriata posizionata accanto all'auto né l'accesso pedonale a via Minutilla.
A questi elementi si aggiungono ulteriori anomalie riscontrate nell'abitacolo: la portiera posteriore destra rimasta aperta dalle 11:07, la presenza di aghi di pino sui tappetini posteriori, la posizione anomala della cintura di sicurezza, l'assenza di impronte sulla fascetta e la telefonata in cui Onorato, alle 11:07, riferiva a un dipendente di trovarsi “con persone”.
A supporto dell'opposizione è stata inoltre allegata una perizia redatta dalla genetista di parte Elena Carra, che rileva la presenza di tracce di Dna riconducibili a soggetti non identificati su dodici distinti reperti. “Il nostro obiettivo è che venga fatta piena luce sulla morte di Angelo Onorato. Le questioni ancora irrisolte impongono, a nostro giudizio, di proseguire le indagini prima di arrivare a una definitiva archiviazione del procedimento”, conclude l'avvocato Lo Re.
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